A Trieste c’è chi si è inventato la Befana razzista

Ritorna la Befana a Trieste ma dovrebbe essere una vecchina razzista, almeno così sembra pensarla l'assessore Lorenzo Giorgi della Giunta di centrodestra del sindaco Dipiazza. Si perchè in un post sul suo Facebook personale il politico triestino non solo annuncia l'arrivo della Befana per i ambini in piazza Unità ma puntualizza che è una Befana "italiana". Scrive Giorgi: "Ritorna la Befana!! In piazza Ponterosso il Mercatino che sposa solidarietà, commercio ed educazione stradale. Raccolta di giochi usati per i bambini ITALIANI meno furtunati". Il messaggio con quell'ITaliani tutto maiuscolo, tutto gridato è evidentemente provocatorio, ed non è passato inosservato al popolo del web suscitando polemiche che nel giro di poche ore sono diventate virali in tutta Italia. Tant'è che alla fine l'assessore Giorgi è stato costretto a cancellare il post.
E' apparso insopportabile tranne che ai soliti idioti accecati da xenofobia e razzismo che utilizzare perfino a Befana per la polemica politica è cosa odiosa. Insomma secondo Giorgi che è assessore comunale al commercio, a Trieste la Befana arriverebbe per i bambini meno fortunati, ma solo e rigorosamente per gli italiani. Fra i più indignati uomini di cultura e giornalisti e non solo gli avversari politici come i rappresentanti di Liberi e Uguali Trieste Federico Buttò, Maurizio Petroni e Alfredo Racovelli che stigmatizzano l'episodio: Ci troviamo a commentare ancora una volta un episodio insopportabile che ha per protagonisti questa giunta comunale e questa maggioranza. La notizia, stavolta, è che non si guarda in faccia nemmeno i bambini sotto le feste. Quel termine 'ITALIANI' scritto tutto in maiuscolo è un chiaro atto politico dai toni discriminatori con il quale l'assessore Lorenzo Giorgi probabilmente vorrebbe accreditarsi dal punto di vista elettorale agli occhi di quella destra che fa della discriminazione e della guerra tra i poveri il suo marchio di fabbrica a Trieste e in Italia. L'assessore Giorgi farebbe bene a chiedere scusa alla città dando le dimissioni”.
Non chiede le dimissioni ma si dice indignato il direttore della emittenti nazionale La7 a Enrico Mentana che scrive su Facebook: "Trieste è per storia e tradizione la più cosmopolita delle nostre città, è stata la terra di accoglienza per tanti, uno dei più grandi centri culturali d'Europa, il terrazzo sul mare dell'impero austroungarico prima di diventare italiana dopo la prima guerra mondiale, e poi teatro tragico della seconda (sotto l'occupazione nazista ospitò l'unico lager in terra italiana, luogo dell'uccisione di migliaia di ebrei e prigionieri politici). Nel dopoguerra è stata a lungo divisa, ed è tuttora centro di confronto e luogo di frontiera, è una città che non si può non amare, respira storia, memoria e civiltà. È ben altro orgoglio che quello per cui un assessore scrive ITALIANI in maiuscolo per farsi dire bravo da qualche invasato mentre organizza una raccolta che ha il coraggio di definire benefica. I giocattoli e i bambini non hanno nazione".

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