Trieste: PD; indegno che sindaco Dipiazza pensi agli alberi spelacchiati e non ai bambini al freddo  

“Capiamo che il sindaco Dipiazza e l’assessore Bucci siano fin troppo occupati, tra alberi di Natale spelacchiati e giri di valzer in piazza Unità, ma chiediamo loro di pensare anche ai bambini che rischiano la vita per il freddo, nella civile Trieste”. Lo affermano il segretario e la vicesegretaria del Pd di Trieste, Giancarlo Ressani e Melania Salina, commentando la notizia che alcuni operatori dell’Unicef si sono recati in Porto Vecchio per verificare se vi siano o meno minori all’interno degli edifici abbandonati, in condizioni igieniche e sanitarie disperate.

Secondo i due esponenti democratici “è indegno che non sia stata l’Amministrazione comunale ad assumersi la responsabilità di simili verifiche, dopo le recenti notizie di stampa apparse sul tema. Comprendiamo che per Dipiazza e Bucci sia più piacevole e conveniente occuparsi solo degli addobbi natalizi, ma questo non è il compito di un’Amministrazione che governa la città in modo degno e responsabile. Ci chiediamo perché Dipiazza e la sua giunta non abbiano organizzato per tempo un tavolo sulla gestione delle emergenze legate al freddo, con tutte le realtà interessate, considerato che l’ondata di maltempo era ampiamente prevista”.

“Il Silos e alcune aree del Porto Vecchio – osservano Ressani e Salina – rimangono abbandonate e nel degrado, e al loro interno trovano ancora riparo persone indigenti che vivono in condizioni disumane. Quando governava Roberto Cosolini il centrodestra gli addebitava ogni colpa: ora Dipiazza cosa dice? Cosa fa? Da quando è al governo della città la situazione è peggio di prima. Ricordando tra l’altro che le leggi che regolano i flussi migratori sono targate centrodestra, diciamo anche che il Comune di Trieste si lava le mani e attende che i problemi si autoeliminino: tra un giro di valzer e l’altro, tornino nel mondo reale. Ora tocca all’assessore Grilli correre ai ripari, inseguendo l’iniziativa dell’Unicef, dichiarare che nessuno resterà al freddo, rispolverando il vecchio piano emergenza freddo. Nulla di nuovo o tempestivo, l’ennesima occasione mancata per testimoniare davvero l’intenzione di occuparsi degli ultimi”.

Potrebbero interessarti anche...