Trieste Science Festival: premio Urania d’Argento a Sergio Martino

Domani, giovedì 2 novembre, verrà consegnato il Premio Urania d’Argento (alle 20.00 al Teatro Miela), organizzato con l’omonima testata letteraria edita da Mondadori e dedicato ai grandi artisti del fantastico, al maestro del cinema popolare italiano Sergio Martino.

L’evento speciale dedicato al grande regista di genere prevede prevede la presentazione della recente autobiografia “Sergio Martino: Mille peccati… Nessuna virtù?” e la proiezione omaggio del cult postatomico 2019 – Dopo la caduta di New York. A Trieste Sergio Martino racconterà “la storia del lavoro di un “regista trash emerito”, cercando di bilanciare gli insulti dei critici all’uscita dei miei film, negli anni Settanta e Ottanta, e gli osanna delle nuove generazioni che hanno potuto apprezzare in dvd i miei film e rivalutarli, il tutto grazie alla stima di Quentin Tarantino, Eli Roth, Jaume Balaguerò e altri autori e critici stranieri, bontà loro.” L’iniziativa prosegue il percorso culturale del festival triestino che negli anni ha sempre omaggiato i grandi maestri del cinema di genere e del fantastico italiano, da Dario Argento ad Antonio Margheriti, da Enzo G. Castellari a Mario e Lamberto Bava, curando apprezzati omaggi e retrospettive rimaste nella memoria degli appassionati come Fant’Italia.

Cos’è stato Sergio Martino per la galassia del cinema italiano lo sintetizza con puntuale e matematico rigore Ernesto Gastaldi, all’interno della prefazione all’autobiografia martiniana: «66 regie, 44 sceneggiature, 5 film come direttore di produzione. Un record di lavoro e di successi». […] Negli anni d’oro della Devon (poi Zenith, infine Dania) Sergio e Luciano hanno esplorato – ognuno rispettando ruoli e professionalità dell’altro – tutti i generi del cinema popolare, scoperto volti e corpi attoriali (su tutti Edwige Fenech, ma potremmo citarne a decine fino ad arrivare a Nicole Kidman), girato il globo e regalato al pubblico ciò che il pubblico chiedeva, ovvero: spettacolo, in forme sempre diverse. C’è stata l’epoca degli spaventi, confezionati mediante stranianti grandangoli, vertiginosi zoom, antirealistici colori primari e immagini smerigliate fino alla moltiplicazione negli psico-thriller di inizio anni ’70. […] Martino è stato anche sinonimo di mondo movie, western, lacrima-movie (il sottostimato eppure raffinatissimo La bellissima estate), horror cannibalico e action spionistico internazionale. Soprattutto, ha donato alla fantascienza post-apocalittica due titoli come 2019. Dopo la caduta di New York e Vendetta dal futuro, fantasiose ricostruzioni di mondi realizzate ottimizzando mezzi di fortuna grazie a un’inventiva fuori dal comune. Un’inventiva che in quegli anni ha reso il nostro cinema un prodotto da esportazione competitivo e vincente sui mercati esteri. Un’inventiva che Sergio Martino ha sempre messo al servizio dei suoi film con l’umiltà, la professionalità e l’eleganza che lo contraddistinguono, come metteur en scène e come uomo. (Claudio Bartolini)

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