Tripoli, forse fallito colpo di Stato ma la situazione è ancora molto tesa

Il colpo di stato a Tripoli per rovesciare il governo Al Farray farebbe fallito ma in realtà scontri a fuoco si sono registrati ancora questa mattina, intorno alla base navale di Abu Seta. Insomma la situazione è ancora molto confusa. Secondo quanto riferisce l'emittente televisiva "al Arabiya", le milizie fedeli all'ex premier Khalifa Ghweil e al Congresso nazionale, che ieri avevano occupato la sede del Consiglio di Stato nel complesso di Qusur al Diafa, questa mattina all'alba hanno ingaggiato una sparatoria con le milizie fedeli al governo di riconciliazione nazionale del premier Fayez al Sarraj. Conflitti a fuoco sono avvenuti anche in altre zone della città con l'uso di armi leggere e razzi e in queste ore si combatte vicino alla sede della sesta brigata nell'area di Zawia al Dahamani, dell'ospedale al Layoun e nella zona di Abu 6. Il premier del disciolto governo di Salvezza nazionale libico, Ghweil, insieme ad alcuni membri dell'ex Congresso nazionale libico, come il vicepresidente Awad Abdel Sadeq, era entrato nella sede del Consiglio di Stato libico, sorto proprio dalle ceneri del Congresso in base agli accordi di riconciliazione di Skhirat (in Marocco), per annunciare il ripristino delle istituzioni preesistenti. In una conferenza stampa i membri dell'ex governo e Congresso libico avevano proclamato il ritorno in carica di questi organismi, chiedendo a tutti gli impiegati pubblici di fare di nuovo riferimento a loro, come avveniva prima della nascita del governo di riconciliazione nazionale di al Serraj e degli accordi firmati in Marocco lo scorso dicembre. Il governo di unità dopo il tentato golpe di ieri in una nota ha condannato l'azione e ordinato l'arresto dei golpisti. Intanto, non è noto dove si trovi il premier Fayez al Serraj, che secondo alcune fonti sarebbe in Tunisia. Intanto la Ueper bocca dell'alto rappresentante Mogerini ha chiesto al Consiglio presidenziale del governo di riconciliazione nazionale di Tripoli, sostenuto dalle Nazioni unite e guidato dal premier Fayez al Serraj, di "arrivare velocemente a un compromesso per una nuova proposta inclusiva" sul governo di unità, "che la Camera dei rappresentanti dovrà votare in modo giusto e ordinato".

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