Udine: Marco Paolini firma il gran finale di Vicino/lontano

Un grande ritorno a Udine per la 14^ edizione del festival vicino/lontano: sarà infatti Marco Paolini a suggellare il cartellone, domenica 13 maggio nella Chiesa di San Francesco (ore 21) con una delle sue ultimissime narrazioni, “Tecno filò. Technology and me”, una nuova tappa del suo teatro di parola come sempre prodotta da Jolefilm, questa volta dedicata al recupero di una delle più salde tradizioni delle comunità familiari e di paese, il “filò” serale nel quale i nostri nonni condividevano storie ed esperienze, attraverso una sorta di ritualità narrante dalla straordinaria forse aggregativa. Oggi, invece, ci si connette agli altri attraverso computer e smartphone perennemente in rete, costantemente collegati ai social network e a tante agorà digitali. “Tecno filò” si propone di riflettere insieme e ad voce alta su questi aspetti, riunendo tante piccole storie ed episodi del nostro tempo, come se un filo - o “filò” – tecnologico potesse colmare il gap fra un passato che sembra lontanissimo e un presente che stiamo cercando di decodificare. «Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social – spiega Paolini - Non conosco la meccanica quantistica, né le neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che da queste innovazioni derivano e di cui faccio uso anch’io come i miei simili. Provo a riflettere a voce alta su questo mettendo insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti. Una volta, nelle veglie invernali si chiamavano filò le narrazioni degli anziani che raccontavano qualcosa di unico e prezioso. Senza presunzione di riuscirci ritengo necessario provare a narrare il nostro tempo crisalide». Marco Paolini è attore, autore e regista, dagli anni settanta al 1994 fa parte di vari gruppi teatrali. È in uno di questi, il Teatro Settimo di Torino, che inizia a raccontare storie. Nascono così le sue raccolte, gli “Album”. Noto al grande pubblico per “Il racconto del Vajont”, si distingue quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia. Nel 1999 ha fondato la Jolefilm, la società con cui produce tutti i suoi spettacoli e con cui sviluppa la passione per il documentario e il cinema, realizzando opere che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica. Artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, sa portare quest’arte antica al grande pubblico con memorabili dirette televisive. Nel 2017 debutta con giovani attori del Teatro Nazionale Palestinese in “Amleto a Gerusalemme” e con un nuovo Album, “Le avventure di Numero primo”, dedicato alla tecnologia. All’aspetto più propriamente “sociale” della sua poetica, Paolini ha abbinato il recupero in chiave narrativa dei dialetti e della narrativa popolare. Paolini ama definirsi “appassionato di mappe, di treni e di viaggio” e traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, ai suoi mutamenti e alla relazione dello spazio con il tempo che passa. Elementi, questi che si ritrovano anche nel “Tecno-Filò”

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