Udinese, voglia di sgambetto al Diavolo

Una volta, soltanto a sentirlo nominare c’era da aver paura. Non a caso, il Milan è conosciuto anche come “Il Diavolo”, dal simbolo che identifica la società che dopo tanti anni è pronta a svoltare con la nuova proprietà cinese. Ma qui la religione non c’entra: il timore è sempre stato legato alle qualità tecniche che, soprattutto in epoca di Silvio Berlusconi, hanno reso i rossoneri una vera e propria corazzata su scala mondiale.

Oggi, le cose sono cambiate e la partita di domenica a San Siro – fischio d’inizio alle 15, dirige Gianpaolo Calvarese – suscita meno patemi. Già, perché la formazione allenata da Vincenzo Montella possiede sì dei buoni giocatori, ma non ricorda nemmeno lontanamente il caterpillar di un tempo. Legittimo per l’Udinese, quindi, sognare un colpaccio che darebbe anche continuità di risultati importanti, assicurando fiducia al gruppo e sposando la rivoluzione tattica voluta da mister Beppe Iachini.

Diamo un’occhiata al prossimo avversario bianconero. Con buona probabilità, anche a causa dell’indisponibilità di elementi chiave come Kucka e Niang, Montella schiererà i rossoneri con un 4-4-2. Oltre al fenomenale Gigio Donnarumma in porta, un estremo difensore dal futuro luminosissimo, in difesa dovrebbero giostrare Ignazio Abate e Mattia De Sciglio come terzini, con il pacchetto completato dai centrali Alessio Romagnoli e Gustavo Gomez. Ad aumentare la trazione anteriore del Milan potrebbero essere gli esterni di centrocampo: Giacomo Bonaventura a sinistra e Suso sulla corsia opposta hanno buone doti anche in fase offensiva; in mezzo, spazio a Riccardo Montolivo e Josè Sosa. Davanti, al fianco di bomber Carlos Bacca, potrebbe esordire dal primo minuto Gianluca Lapadula, capocannoniere dello scorso campionato di serie B con la maglia del Pescara. Ma attenzione, perché il recupero di Andrea Poli potrebbe rimescolare le carte al tavolo di Vincenzo Montella e fargli scegliere il 4-3-3.

E l’Udinese? Beppe Iachini sembra deciso a mandare definitivamente in soffitta il vecchio 3-5-2, e durante la settimana ha lavorato in maniera intensa sul 4-3-2-1 (oggi la squadra si è allenata a porte chiuse). Il famoso “albero di Natale” inventato da Carlo Ancelotti, insomma, è una tangibile ipotesi in vista del match di domenica. C’è attesa per vedere all’opera Sven Kums in una gara dal peso specifico ben più elevato di quello contro l’Olimpia Lubiana: il regista belga dovrà cucire il gioco e dare equilibrio alla squadra, mostrando – e confermando – le doti che ha già fatto intravedere. Fondamentale, poi, il recupero di Cyril Théréau. Il francese, scontate le due giornate residue di squalifica, è pronto ad affiancare Rodrigo De Paul fra i due trequartisti a sostegno di Duvan Zapata. In casa Udinese si respira un’aria nuova. Lo sgambetto al Diavolo non è più un’eresia.

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