Ultimatum inevitabile per le navi dei migranti

 

Inevitabile. Senza vie di scampo, Pagata, la Turchia ha chiuso la rotta balcanica, i Paesi dell’Est europeo comunista (Cecoslovacchia, Ungheria e Polonia) si son tenuti gli euro di Bruxelles, ma si guardan bene dal rispettare gli impegni sull’accoglienza dei profughi: l’accordo con la Libia è labile come la situazione politica nella nostra ex colonia. Risultato: soltanto l’Italia è invasa su navi straniere dalla massa dei disperati attraverso il Mediterraneo.
La situazione è diventata insostenibile: 12 mila migranti sbarcati in Italia soltanto negli ultimi tre giorni e nello stesso periodo 22 navi avvistate in mare dirette nei nostri porti.
Naturale ch il nostro Governo ‘mettesse in mora’ l’Ue con l’ultimatum di vietare l’attracco alle imbarcazioni straniere cariche di profughi. E’ certamnte un radicale cambio di strategia , la linea della fermezza che finora non si era mai riusciti a percorrere.
E’ ugualmente sicuro che la posizione più ferma deriva dal fatto che il ministro degli Interni Marco Minniti ha adesso capito che, senza una ‘virata’ di questo tipo, la situazione può addirittura degenerare con un’invasione impossibile da gestire anche perché negli ultimi mesi le imbarcazioni delle organizzazioni non governative si sono moltiplicate, ‘strombazzando’ come obiettivo primario il salvataggio dei migranti. Opera meritoria, ma deve essere sostenuta economicamente. E sopratutto governata, E invece per mesi l’Italia ha assistito impotente mentre queste navi si posizionavano in acque internazionali in attesa dell’arrivo di gommoni e pescherecci da cui trasbordare uomini, donne e bambini da trasferire nei nostri porti. Abbiamo subìto questa situazione anziché governarla. Il risultato è che centinaia di migliaia di stranieri sono accolti in Italia senza speranza di futuro, sempre più destinati a perdersi visto che non hanno possibilità di ottenere l’asilo politico.
E l’Ue non si rende conto che una situazione così complessa non si può affrontare soltanto con i soldi. E’ un rischio che non si può e non si deve correre. E neppure quello del contrasto dei partiti italiani visto che questo è un ‘tema caldo’ e le elezioni sono vicine…

Augusto Dell’Angelo

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