Un tempo si saltava sul carro dei vincitori, oggi in Friuli c’è chi si accontenta di rincorrere il tandem Tabacci-Bonino

Sarà un'assemblea il prossimo 13 gennaio a sancire la nascita della nuova lista salva firme frutto dell'intesa tra Emma Bonino e Bruno Tabacci di certo quello che nel simbolo, oltre alla scritta "+Europa con Emma Bonino" ci sarà anche l'indicazione "Centro Democratico" senza la quale i “radicali” sarebbero stati costretti alla “lunga marcia” di raccolta delle firme. Per il resto nulla è dato sapere su quale sarà il programma comune, sempre che vi sia un programma, l'unico vincolo chiesto da Tabacci e la a collocazione collaterale al Pd: "Certamente - ha annunciato Tabacci - staremo nel centrosinistra, sulle modalità decideremo". "Il gesto generoso e autonomo di Tabacci e del Centro Democratico, coerente con lo spirito europeista che li connota, consentirà alla lista "+Europa" di essere presente alle elezioni politiche per offrire agli italiani un'opzione seria, diversa da tutte le altre, per la crescita civile, sociale ed economica del nostro Paese", parole della leader radicale, Emma Bonino che vorrebbe far intendere che nulla è deciso. "Delle prospettive e delle scelte politiche da assumere nelle prossime settimane - aggiunge - discuteremo in una grande assemblea il 13 gennaio". Grazie alla sensibilità democratica e alla disponibilità di Bruno Tabacci, leader del Centro Democratico, partito presente alle elezioni politiche del 2013 nella coalizione "Italia Bene Comune" - sottolinea Bonino - possiamo riconquistare una piena agibilità politica e parità di accesso alla competizione elettorale con tutte le altre liste. Quello spazio di democrazia e libertà che l'interpretazione irragionevole e incostituzionale data dal Viminale a una norma della legge elettorale oggi ci nega. +Europa sarebbe infatti obbligata a raccogliere almeno 25 mila firme in 63 circoscrizioni in pochi giorni, su liste già complete di tutti i nomi dei candidati, sia per il proporzionale sia per l'uninominale. E, in caso di apparentamento con altre liste esentate - conclude Bonino - questi nomi arriverebbero, in tutto o anche in parte - nulla cambierebbe - soltanto in prossimità della scadenza del deposito delle firme, rendendo impossibile la loro raccolta". Insomma un sospiro di sollievo anche per il Pd che contava in questa lista per sbandierare la sua coalizione. Sospiro di sollievo che arriva anche alle periferie, come non notare l'immediata soddisfazione espressa da uno come Giulio Lauri consigliere regionale ex Sel che negli ultimi mesi le sta provando tutte per trovare una collocazione e che si è subito premurato di far sapere che lui, insieme al Sindaco di Udine Furio Honsell, aveva dato la propria disponibilità a dare una mano per la raccolta delle firme della lista +Europa. Ora dato per scontato che le uniche firme certe che i due potevano mobilitare erano le loro, la mossa mediatica è chiara, agganciarsi al carro di Tabacci. Scrive Lauri: "L'accordo sul simbolo fra Bruno Tabacci ed Emma Bonino è una buona notizia, ora nel centrosinistra in tanti sapranno cosa votare anche nel proporzionale", non parla di regionali Fvg ovviamente ma è chiaro che il pensiero corre a quella scadenza di maggio. "Ci sono molti elettori di sinistra e di centrosinistra che vedono bene il grande pericolo del populismo, che chiedono una proposta politica laica, di stampo europeo e attenta ai diritti, compresi quelli sociali, e che non vogliono votare PD. Sarebbe stato un peccato se non avessero potuto esprimere il proprio voto anche per contribuire ad eleggere il 66% dei seggi che rappresentano la quota del prossimo parlamento eletta con il sistema proporzionale." Lauri e forse anche Honsell, sembrano vivere in un mondo tutto loro, fatto di auto-celebrazioni, di generali senza eserciti e di appropriazioni di aree politiche che ormai nulla o poco hanno a che fare con le loro scelte politiche degli ultimi mesi a cominciare dal voto al referendum sulla riforma costituzionale renziana.  Aggiungiamo poi alla schiera delle "nuove proposte" quella autonomista di due vecchie conoscenze della realtà friulana, il duo Valcic-Cavallo che si propongono come salvatori della patria, se non di quella italica, almeno di quella friulana.

 

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