Una piazzetta per brindare Borgo Aquileia fa progetti

I commercianti della via desiderano “autogestire” l’aiuola del pozzo

LuciaBurelloinfo@friulisera.it
Borgo Aquileia, gioie e dolori; la strada più amata dagli udinesi, testimone di battaglie e capitolazioni, ma anche di quella che fu una magnifica quinta cerchia muraria, ridotta in frantumi da ometti gaudenti che, all'inizio del XX secolo, tanta fiducia riposero nel futuro schioppettante; abbattendo ogni barriera. E noi, che in quel futuro ci viviamo immersi fino al collo, ce ne stiamo qui a rimpiangere il bello perduto nel tentativo di difendere quel poco che resta.
Via Aquileia, si diceva. Una strada controversa, bucata come il groviera, ridotta a periferia ma nel cuore del centro. La cenerentola dei borghi, ultimo strascico delle fiere cittadine e animata da commercianti spesso in zuffa tra di loro. Ma al di là delle liti, gli obiettivi sono sempre gli stessi per tutti: riqualificare e ravvivare l'antica strada.
Ecco che grandi progetti stanno frullano nella mente di alcuni esercenti, nella fattispecie di coloro che esercitano “sottoporta”, e che da parecchi mesi protestano contro un degrado dilagante.
Non appena conclusi i lavori di pulizia dell'antico pozzo, infatti, usato come bidone della spazzatura e stracolmo di bottiglie e lattine, gli animi dei commercianti udinesi si sono riaccesi e, forse complice l'arrivo della primavera, fioccano già parecchie idee per salvare il tratto di strada da un degrado che, a loro dire, è dovuto alla maleducazione degli stranieri. Ecco che tra i progetti principe, e che sarà presto sottoposto all’attenzione dell’assessore alle attività turistiche e commerciali, Alessandro Venanzi, è la riqualificazione dell’aiuola che accoglie l’antico pozzo. L’idea è partita dal “foresto” Paolo Sinigallia, titolare della storica pescheria, per poi fare subito presa al Caffè Friuli, alla pasticceria Bacchetti e a tutti gli “Amici di borgo Aquileia” capeggiati dall’orologiaio, Roberto Mazzonetto. L’idea è quella di recintare la zona verde, eliminare le panchine e creare delle sedute con graziosi tavoli dove poter degustare l’aperitivo della sera, a prescindere dal locale in cui è stato ordinato. «E siamo disposti a farlo a nostre spese» affermano i negozianti che, a quanto pare, vogliono riappropriarsi di un sito che, al momento, dicono essere ostaggio degli extra comunitari. Un ulteriore intento è quello di far riaccendere le luci che illuminano da terra la torre cinquecentesca.
«Al suo interno - spiega Mazzonetto - c’è la sede di Ville e Castelli del Friuli. Abbiamo cercato di contattarli più volte ma invano. Dovrebbero accendere le luci ogni sera visto che il Comune le ha installate per questa ragione, scegliendo gli strumenti più all’avanguardia. Sarebbe utile non soltanto per valorizzare la bellezza della mura, ma anche per illuminare un angolo che, alla notte, è completamente buio e poco sicuro».
Tra le richieste dei commercianti, infine, un occhio di riguardo da parte del verde pubblico.

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