Venerdi incontro pubblico di “Potere al popolo” dal titolo: “Abbiamo in programma la pace”

Venerdì prossimo 23 febbraio si terrà a Udine un incontro dal titolo “Abbiamo in programma la pace”, organizzato da Potere al Popolo. La riunione aperta a tutti si terrà dalle ore 20 presso il Circolo Arci Nuovi Orizzonti in Via Brescia 3, ai Rizzi.
Durante l’evento sarà illustrato e discussoil punto 3 del programma politico di Potere al Popolo dedicato a “Pace e disarmo”. All’incontro parteciperà, con un intervento artistico, l’attrice teatrale Giuliana Musso, introdotta dallo scrittore e saggista Gregorio Piccin.
Questo il “pezzo” del programma di Potere al popolo:
PACE E DISARMO

Il rischio che la “guerra a pezzi” che affligge il pianeta diventi organica e trascini il mondo in un devastante conflitto generale segna il nostro tempo. Non a caso riprende la corsa al riarmo con un ruolo particolarmente aggressivo dell’amministrazione Trump, che chiede a tutti i paesi della Nato di portare le proprie spese militari al 2% del PIL. Il nostro paese si è trovato e rischia di trovarsi sempre più coinvolto in guerre di aggressione a causa degli automatismi dell’adesione alla Nato e per la responsabilità piena e complice dei governi che si sono succeduti negli ultimi 30 anni; per il medesimo vincolo di subalternità sul nostro territorio proliferano basi militari vecchie e nuove (Sicilia, Campania, Sardegna), si installano nuove bombe nucleari a Ghedi ed Aviano, aumentano la produzione, le spese e gli impegni militari all’estero, sia nel quadro della Nato che del nascente esercito europeo: una spesa media di 800 milioni di euro l’anno per le “missioni” militari all’estero e per il riarmo, circa 500 milioni di euro all’anno per la diaria dei 50 mila soldati di stanza nelle basi militari Usa e Nato, 80 milioni di euro al giorno per le spese militari generali.
La fuoriuscita dai trattati militari è la condizione per impedire il coinvolgimento del nostro paese nelle guerre imperialiste del XXI secolo, per una sostanziale riduzione delle spese militari, lo smantellamento delle armi nucleari e delle basi militari, per una politica di disarmo, neutralità e cooperazione internazionale.
Per questo, si legge ancora nel programma elettorale, lottiamo per:

la rottura del vincolo di subalternità che ci lega alla NATO e la rescissione di tutti i trattati militari;
la ratifica da parte dell’Italia del “Trattato ONU di interdizione delle armi nucleari” del 7 luglio 2017, in coerenza con l’art. 11 della Costituzione;
il ritiro delle missioni militari all’estero;
la cancellazione del programma F35 e degli altri programmi militari e la riconversione civile dell’industria bellica;
la cancellazione del MUOS in Sicilia, lo smantellamento delle basi militari in tutto il paese,la rimozione delle bombe nucleari presenti sul territorio e la restituzione a fini civili dell’uso del territorio, problema particolarmente grave in realtà come la Sardegna.

Potrebbero interessarti anche...