Vigili, divise logore e non regolamentari. Al ricambio, ci penserà l’Uti?

IMG-20160414-WA0004Per adeguare le uniformi della Polizia Locale al regolamento regionale, il Comune nel 2014 stanziò circa 360 mila euro. Mai utilizzati. La Minoranza in Consiglio presenterà in Aula un'interpellanza.

Brutti anatroccoli. Ecco a cosa assomigliano i nostri vigili durante le parate. Vigili di serie B, che perfino nei giorni di festa e “onor patrio” sono costretti a sfilare con divise non regolamentari e vecchie anche una decina di anni. Sfigurando non poco.
Ma come mai, si domandano numerosi consiglieri di Minoranza, la nostra Polizia locale non è ancora “vestita di nuovo”?
Come mai tutti gli agenti della regione brillano lustri sotto al sole, mentre quelli di Udine si distinguono per antiquata foggia, spegnendosi stinti come il bucato della bisnonna?
La domanda è legittima, anche perché, secondo il nuovo regolamento regionale, tutte le uniformi della polizia locale dovevano essere sostituite “da mo’”, per garantire una più estetica e riconoscibile uniformità.
Con il Decreto del Presidente della Regione, 8 aprile 2013, n. 68, infatti, sono state emanate, in attuazione dell'articolo 25, comma 1, lettere a), b) e c) della legge regionale 29 aprile 2009, n. 9 "Disposizioni in materia di politiche di sicurezza e ordinamento della Polizia locale", anche concernenti le "caratteristiche dei veicoli, degli strumenti operativi, delle tessere personali di riconoscimento e delle divise con i relativi elementi identificativi, in dotazione ai corpi e ai servizi della polizia locale operanti nella regione".
Tutto il Friuli Venezia Giulia si è adeguato. Il Comune di Udine, invece, ostinato, mantiene le sue Cenerentole con la fondina.
Ecco che sulla questione, l’opposizione in Aula, con il consigliere grillino Fleris Parente in testa, ha redatto un’interpellanza da portare al prossimo Consiglio Comunale, sottolineando che, “con la delibera n.90 del 26 novembre 2014, avente oggetto una variazione di bilancio, il Comune destinava ben 230 mila euro per il 2015 e 130 mila per il 2016 all’acquisto del nuovo vestiario della Polizia Locale.
E l’interpellanza, guarda a caso, si materializza in concomitanza con una lettera di lamentele che, stando a quanto dicono sussurri da pianerottolo, sarebbe stata inviata dal vertice di via Girardini, Sergio Bedessi all’Ufficio acquisti.

Visiera staccata

Visiera staccata

Con la missiva, evidentemente intercettata dall’opposizione, pare che il comandante arrivato dalla culla del Rinascimento, si lamenti scandalizzato dell’indecente livrea dei suoi agenti, che pur facendo parte di un capoluogo di provincia, sembrano arrivare dai sobborghi di Gotan City. Ma non solo, sembrerebbe lamentarsi anche di inutili, paradossali e ingiustificabili rimbalzi di mail e di responsabilità scaricate da un ufficio all’altro.
Ma per il momento il Comune si giustifica: «Le divise non sono ancora state cambiate con la nuova foggia imposta dalla Regione perché la procedura non è così banale. C’è una gara in corso e ci sono stati dei ritardi. Adesso sono arrivate tutte le scarpe nuove» ecc. ecc per finire con il rassicurante annuncio che suona più o meno così: “non preoccupatevi, perché tutto il vestiario andrà cambiato”.
Ecco il punto succulento dell’intera vicenda. Sì, perché la domanda delle domande è: chi penserà a vestire come si deve i vigili di Udine?
E la risposta più maliziosa seppur più credibile è: ci penserà l’Uti.
Insomma, perché spendere oltre 300 mila euro se, fra tre mesi, con l’ufficializzazione delle Unioni Territoriali Intercomunali (con presidente Honsell) si condividerà e accorperà anche il servizio di Polizia Locale? A spendere quei soldi ci pensi il nuovo governo territoriale. Se questa è realmente l’intenzione, ben venga il risparmio, dopo la salassata di piazza Primo maggio; ma basterebbe dirlo, tanto la figura barbina, Udine la sta già facendo.

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