W la “rivoluzione digitale” tutto è smart… tutti a casa

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Entro quattro anni, almeno 150 operai dell'Electrolux di Susegana saranno sostituiti dai robot e dai sistemi di automazione. Si tratta del primo (e sfortunato) risultato pratico prodotto dalla “rivoluzione digitale” o altrimenti detta “Industria 4.0”. Per le famiglie che ne faranno le spese non si tratta certamente di una rivoluzione positiva.
Rivoluzione digitale.Si parla molto di innovazione e di efficenza produttiva, termini che sono stati recentemente riassunti in un unico vocabolo: Industria 4.0, termine che descrive l’ingresso massiccio della tecnologia nelle fabbriche. Un processo nel quale il Nordest svolge un ruolo da protagonista, con una “suggestiva” trilaterazione tra mondo accademico (università), confindustriale (aziende) e politico (Regioni). I primi frutti di questa coesione di intenti non hanno tardato a farsi vedere, e promette di essere solo l’inizio di una rivoluzione destinata a lasciare a casa più persone dell’ultima, epocale crisi.
electrolux. Entro il 2020 nel solo stabilimento veneto di Susegana, l’azienda ha annunciato esuberi per 150 posti di lavoro. Crisi? Questa volta non c’entra affatto, il loro posto, infatti, verrà preso da altrettanto robot “intelligenti” e dai sistemi di automazione. Già entro ottobre una quindicina di addetti al reparto di termoforatura saranno rimpiazzati dalle prime macchine.
Maurizio Castro, topo manager della Electrolux, se la cava dichiarando: «Il 4.0 è bello, ma cattivo». Espressione tanto scavata quanto efficace. A Trieste Next, Emanuale Quarin, direttore dello stabilimento di Porcia, ha già dichiarato che entro il 2020 la multinazionale svedese punta a ribaltare l’attuale rapporto tra operai (60%) e robot (40%). In termini numerici, entro soli quattro anni, significa la perdita nella sola linea di montaggio friulana di 120 posti su 600.
Purtroppo, si tratta solo dell’inizio... «A seguito degli accordi seguiti alla crisi del 2014», conferma Augustin Breda, storico delegato sindacale a Susegana, «oggi abbiamo meno persone che fanno più lavoro e quindi sfornano più frigo. La robotizzazione in continua evoluzione ha contribuito a ridurre la manodopera anche sostituendo lavorazioni faticose, ma il prezzo è scaricato sugli operai che restano, con l'aumento della saturazione lavorativa». Il sindacalista precisa che sino ad oggi le tute blu in esubero sono state smistate nelle linee a copertura dei posti mancanti. Ma per il futuro? Speriamo che la versione 5.0 si ricordi dei lavoratori meno automatizzati e smart... quelli umani. Personalmente spero che la prossima rivoluzione comprenda anche le alte sfere, quelle manageriali, le stesse che oggi dichiarano candidamente che il progresso «È bello, ma cattivo».
g.s.

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