L’ex sezione femminile del carcere di via Spalato trova nuova vita e funzione. Inaugurato Polo Educativo Culturale e Formativo all’interno del carcere di Udine

Si è svolta questa mattina (giovedì 31) la presentazione dei lavori di realizzazione della nuova sala polifunzionale della Casa circondariale di Udine. Un taglio del nastro per il nuovo Polo Educativo Culturale e Formativo e della nuova Biblioteca realizzati all’interno del carcere di Udine. Nuovi spazi ricavati all’interno dell’ex sezione femminile rimasta inutilizzata e abbandonata da oltre vent’anni che ha trovato così nuova vita e funzione. Va detto che la nuova struttura ristrutturata ha colpito stampa e visitatori presenti al tagli del nastro,  per la realizzazione ordinata e funzionale degli spazi pur considerando i limiti imposti dalla preesistente struttura. A fare gli onori di casa la direttrice Tiziana Paolini accompagnata da graduati ed agenti della polizia penitenziaria. Presenti fra le altre autorità i vertici del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), il Prefetto di Udine, Domenico Lione, Il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni accompagnato da assessori e consiglieri. Presenti anche i consiglieri regionali Furio Honsell, Manuela Celotti e Massimo Morettuzzo. Troppo lunga la lista per nominare autorità e tutte le associazioni presenti, ma corre l’obbligo citare il Garante dei detenuti di Udine, Andrea Sandra e il precedente Garante Franco Corleone che dal 2021 ha promosso e dato vita all’idea della ristrutturazione, assieme all’associazione Icaro, con la Presidente Roberta Casco che ha accompagnato tutto il percorso di ristrutturazione. Percorso che vede una nuova visione di carcere che intreccia detenzione, cultura e inclusione, trasformando la casa circondariale in presidio civile e luogo di relazioni con il territorio ma si spera anche occasione concreta di reinserimento per i detenuti.
Costruita nel 1925, la Casa circondariale di Udine è composta da più corpi edilizi, tra cui l’ex sezione femminile, dismessa dagli anni ’90: dal 2020 il DAP ha avviato una serie di lavori di ristrutturazione mirati al recupero funzionale degli spazi per attività trattamentali, formative e culturali.  Nel 2023 l’Università di Udine, lo ricordiamo, ha avviato un workshop per ripensare il carcere di via Spalato come risorsa urbana, grazie a una convenzione con il Dap. L’analisi ha rivelato complessivamente oltre 8.000 metri quadri inutilizzati, aprendo la strada a una strategia di interventi progressivi e coordinati di cui l’odierna inaugurazione è solo un pezzo. Basti pensare al previsto teatro da 100 posti, accessibile anche dall’esterno, e alla nuova area verde. Il progetto in sostanza  propone un carcere “palinsesto”, ricco di spazi collettivi e aperto alla città, superando l’idea della cella come centro della detenzione. Vale la pena ricordare come il primo progetto realizzato  ha trasformato l’ex caserma in una nuova residenza per semiliberi, simbolicamente collocata sul fronte strada, fuori dal recinto murario. Il secondo, quella inaugurata oggi, ha riguardato l’ex sezione femminile, che ospita il polo didattico, lavorativo e una biblioteca. Ovviamente l’inaugurazione odierna è certamente un fattore positivo ma non si può nascondere che molta strada deve essere fatta, non solo perchè il carcere di via Spalato, al pari di altre strutture detentive italiane, soffre di un intollerabile sovraffollamento con 183 detenuti per 95 posti, ma soprattutto perchè, dal punto di vista strutturale, la zona dedicata alla detenzione è in molte parti fatiscente ed insalubre non certo all’altezza di poter definire già oggi l’intera struttura carceraria udinese un modello.

Il commento della politica

Carcere Udine: Celotti (Pd), nuovi spazi utili per inclusione detenuti

«Con nuovi spazi culturali, formativi e lavorativi il carcere di Udine fa un altro positivo passo avanti. Oggi si festeggia il coronamento di un percorso avviato nel 2021 e che nel giro di pochi anni ha visto concretizzarsi un importante obiettivo che sembrava utopia». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) oggi presente all’inaugurazione del nuovo Polo educativo culturale e formativo nella Casa circondariale di Udine in Via Spalato.
«La riconversione dell’ex sezione femminile, dove sono stati ricavati degli spazi dedicati allo studio, ai laboratori, oltre alle stanze per i colloqui e a una bellissima biblioteca, saranno fondamentali per garantire una miglior qualità della vita all’interno del carcere e per aiutare i detenuti a costruire una prospettiva per l’uscita» commenta ancora Celotti. «Il progetto è frutto di una sinergia interistituzionale importante che ha inaugurato uno stile di lavoro che valorizza il ruolo delle associazioni all’interno del carcere e il raccordo tra la casa circondariale e il territorio». L’auspicio, per l’esponente dem, «è che la stessa modalità sia ora utilizzata per risolvere le criticità che ancora permangono, come il potenziamento dell’assistenza sanitaria all’interno del carcere, di competenza della Regione». E ancora, «tutto il tema dell’uscita anche attraverso le pene alternative, che non può essere affrontato se non investendo su percorsi virtuosi di inserimento lavorativo dei detenuti e su un approccio innovativo al tema della casa e dell’abitare, di cui si dovrebbero far carico le istituzioni», tema che Celotti ha portato in Consiglio con un emendamento all’assestamento di bilancio, chiedendo di istituire una linea di finanziamento dedicata ai Comuni che ospitano strutture di detenzione, per attivare progetti di inclusione abitativa destinati ai detenuti in uscita dalle carceri. «Un emendamento non approvato, ma sul quale l’assessore ha garantito che ci sarà una riflessione».

Inaugurazione del polo educativo culturale e formativo della casa circondariale di Udine. Furio Honsell: fondamentale ridurre la recidività e favorire il recupero sociale dei detenuti

“Oggi ho partecipato all’importante cerimonia di inaugurazione degli spazi per il lavoro e la formazione dei detenuti presso la casa circondariale di Udine. La formazione e l’attività lavorativa dei detenuti è indispensabile per il loro reinserimento nella società e per
ridurre il rischio di recidività. Ancora molto c’è da fare però per raggiungere quelli che dovrebbero essere gli obiettivi costituzionali
della pena: non la vendetta ma il recupero sociale di chi ha commesso delitti. La casa circondariale di Udine è sovraffollata: il numero dei
detenuti è quasi il doppio della capienza. Ciò impedisce di ristrutturare aree che sono ancora degradate, perché non ci sono spazi
per trasferire i detenuti durante il tempo necessario per lo svolgimento dei lavori. Un altro problema è la mancanza di strutture di alloggio
esterno per assegnare misure alternative esterne. Ciò è particolarmente grave per i detenuti stranieri, che sono costretti così a rimanere in
carcere sino all’ultimo giorno, diversamente da quelli italiani. Oggi comunque è stata una giornata positiva e vanno fatti i complimenti alla direttrice e ai suoi collaboratori e ai garanti dei detenuti Sandra e Corleone. Non dobbiamo mai dimenticare le parole di Papa Francesco,
che uscendo dal carcere di Rebibbia disse: “quando entro in questi luoghi mi chiedo sempre perché loro e non io”.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

 

Roberti: investire nelle carceri è vera prevenzione. L’assessore è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione della ex palazzina femminile della casa circondariale di Udine

“Chi entra in carcere ha commesso un errore, ma lo Stato ha il dovere di accompagnarlo verso una prospettiva di riscatto. Investire sul benessere, la formazione e la dignità delle persone detenute significa fare vera sicurezza: una sicurezza che riguarda tutti, dentro e fuori da queste mura”.
Lo ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti intervenendo questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dei rinnovati spazi della palazzina ex femminile della casa circondariale di Udine, trasformata in un moderno polo scolastico, lavorativo e formativo. Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari.
Nel portare i saluti del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, Roberti ha sottolineato il valore degli investimenti effettuati e programmati per migliorare le strutture penitenziarie, nonostante le oggettive difficoltà operative: “Fare lavori pubblici è già complesso, farli in una casa circondariale attiva lo è ancora di più, tra sovraffollamento e carenza di personale. Eppure qui si è fatto molto e ancora molto si farà. Vedere i cantieri aperti, le sezioni riqualificate, i nuovi spazi restituiti alla funzione educativa è un segnale forte. Merito della direzione, del personale, delle istituzioni coinvolte, ma anche della Regione, che c’è e continuerà a esserci”.
L’assessore Roberti ha ricordato il sostegno della Regione anche ad attività collaterali in ambito culturale e sociale: “Vogliamo portare avanti un progetto sulla lettura nelle carceri del Friuli Venezia Giulia, perché crediamo che cultura, formazione e lavoro siano strumenti di prevenzione e reinserimento fondamentali”.
La palazzina ex femminile, oggi inaugurata, è stata interamente ristrutturata e riconvertita in polo scolastico-lavorativo: su due piani, ospita ora spazi per attività formative, laboratori lavorativi, un’ampia biblioteca, nuovi locali per la sorveglianza e il trattamento. Già operativa anche una sezione di semilibertà.
Sono in fase di completamento altri importanti interventi: la realizzazione di un teatro da 100 posti, l’adeguamento della sala colloqui (con area affettività dedicata ai bambini), la ristrutturazione del campo sportivo, il riordino degli spazi interni e sanitari, lo spostamento dell’infermeria al piano terra, nuovi locali per l’archivio e stanze di socialità.
“È un lavoro collettivo – ha concluso Roberti – reso possibile da una squadra coesa. E ogni passo compiuto qui dentro è un passo avanti anche per la società esterna”.