1942-43: la Storia che ci ri-guarda. Il dottor Mario Cordaro e gli artisti sloveni e croati nel campo di concentramento di Gonars

Inaugurata a Palazzo Morpurgo la mostra “1942-43: la Storia che ci ri-guarda. Il dottor Mario Cordaro e gli artisti sloveni e croati nel campo di concentramento di Gonars”. La mostra si potrà visitare da sabato 29 settembre a domenica 28 ottobre, il giovedì e il venerdì dalle 15.00 alle 19.00, il sabato e la domenica sia la mattina dalle 10.00 alle 13.00, sia il pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00 con ingresso libero. La mostra, curata dalla dott.ssa Monica Emmanuelli e dalla prof.ssa Paola Bristot con allestimenti dell’arch. Marco Pasian, è stata realizzata dall’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e dallo studio VivaComix, in collaborazione con il Comune di Udine, Udine Musei , il Muzej Novejše Zgodovine Slovenije , il Centro medico Coram e grazie al contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
In mostra sarà esposta una raccolta di disegni originali realizzati da internati del Campo di concentramento di Gonars e donati in segno di riconoscenza al dottor Mario Cordaro, medico del campo dal 1942 al 1943. Nel Dopoguerra la collezione si ampliò grazie ai rapporti di amicizia instaurati con alcuni degli artisti prigionieri. Lo scultore Nikolaj Pirnat realizzò anche un busto in gesso, ora esposto presso il Museo di storia contemporanea della Slovenia a Lubiana, del quale esporremo la copia in bronzo di proprietà della famiglia Cordaro. Saranno inoltre presentati documenti d’archivio, strumenti clinici d’epoca e un prezioso prestito del Museo di Storia contemporanea della Slovenia che offre un prospetto più ampio e completo del difficile periodo in cui il dottor Mario Cordaro si trovò ad operare.
La mostra si concentra sulla figura di una personalità esemplare, il dottor Mario Cordaro, che ha avuto un ruolo nevralgico durante il suo servizio come Medico e Interprete nel Campo di Internamento di Gonars (1941-42) e che anche in seguito si distinse per il suo impegno filantropico. Nato a Giardini Naxos nel 1910, dopo gli studi a Catania in Medicina, si perfeziona in Ematologia prima a Catania, quindi a Praga (1938-1941). Richiamato in Italia alle armi, venne destinato a Gonars, dove restò fino al momento  dell’Armistizio, l’8 settembre del 1943. Si fermò in Friuli, prima a Cividale, quindi a Udine, dove nel 1973, in collaborazione con la figlia, dott.ssa Dagmar Maria Cordaro e il genero, dott. Antonio Rampino, fondò l’Istituto Diagnostico Friuli Coram, dove fu attivo fino al 1994, anno della sua scomparsa. L’interesse per la sua figura nasce dalla volontà di approfondire le conoscenze storiche e artistiche rispetto alla sua sensibilità oltre che umana, artistica. Durante lo svolgimento del suo servizio come Medico e Interprete a
Gonars, riuscì a costruire un rapporto di fiducia e di stima reciproca con gli internati del Campo di Internamento, in particolare con gli artisti in esso rinchiusi. Forniva loro i materiali artistici per consentire il proseguimento della loro attività e trovare la forza di sopravvivere in quella drammatica situazione. La collaborazione lo spinse a dare ai prigionieri ruoli di coordinamento o di infermiere e aiutante di infermeria, stabilendo e facilitando le comunicazioni interpersonali. Le memorie di quegli anni sono state recentemente pubblicate nel libro “Album. 1942-43” (Viva Comix, Gaspari, 2015).
In mostra è esposta la collezione di disegni e opere pittoriche che il dottor Mario Cordaro raccolse nel campo di internamento di Gonars, ma anche in seguito, mantenendo i contatti con alcuni degli artisti prigionieri. Tra gli altri in segno di riconoscimento lo scultore Nikolaj Pirnat realizzò un busto, ora in mostra presso il Museo di storia contemporanea della Slovenia a Ljubljana, del quale esporremo la copia in bronzo dalla Collezione della famiglia Cordaro. Sono state inoltre raccolte fotografie, lettere, documenti d’archivio, gli strumenti clinici e, grazie ad un prezioso prestito da parte del Museo di storia contemporanea della Slovenia, è possibile avere un prospetto più completo del difficile periodo in cui il dottor Mario Cordaro si trovò ad operare.

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