25 Aprile e 1° Maggio polemica dei Cobas “non saremo al gran gala dell’ipocrisia”

"Per rispetto alla Costituzione non applicata e picconata ogni giorno il 25 aprile e il 1 maggio non saremo in piazza a festeggiare alcunchè. Non c è nulla da festeggiare, spiegano in una nota gli aderenti ai Cobas, ma solo da riflettere sulle date che sono servite ai padri della nostra Patria Costituzionale per creare una Italia che non esiste più, usata, abusata, distorta dai loro ideali e resa serva e ostello militare, economico, culturale del padrone dell'Impero, gli USA e la loro macchina militare NATO".
"Il 1 maggio spiegano ancora i Cobas, come potremmo essere in piazza gioiosi e festanti , con tutte quelle aziende e ditte che non rispettano neppure le festività (in uno Stato che non ha la forza di imporre neppure le sue feste fondamentali, lo stato si trasforma in marionetta) e i lavoratori sono costretti di fatto a lavorare, molto spesso grazie a Contratti scaduti e non rinnovati, o ad accordi di secondo livello che stravolgono gli stessi contratti, e neppure vantaggiosi dal punto di vista salariale per giunta. Il 1° maggio festa dei lavoratori, aggiungono, si è trasformato purtroppo in un gran galà dell'ipocrisia, di politicanti complici delle multinazionali a basso costo , parata dei diritti sottratti, negati e calpestati, con leggi sul precariato a vita come il jobs act.
Il 25 aprile, senza contestazioni che sarebbero strumentalizzate e servirebbero addirittura per creare vittimismo da chi invece è truce protagonista in negativo, staremo nelle malghe, annunciano nella medesima nota, a ricordo di un sacrificio che voleva significare mai più guerre offensive, mai più invasioni di terre altrui, sancite peraltro dalla nostra Costituzione con il ripudio alla guerra offensiva ( anche le cosiddette missioni di pace, sono fatte con armi letali, in terre altrui, lontane, sconosciute , con popoli che non hanno chiesto alcun intervento esterno). Il significato del 25 aprile, conclude la nota Cobas, è stato calpestato pure dal revisionismo storico che ha parificato chi come il Friuli Venezia Giulia era stato annesso al terzo Reich con chi invece, (italiani e slavi), lottava per liberarlo. Non serve ciò per una vera pacificazione , ma serve per sdoganare concetti che sono in antitesi con la Democrazia Costituzionale, e noi non lo accetteremo!"