600mila incidenti e una media di tre morti al giorno, questo l’agghiacciante fotografia degli infortuni sul lavoro in Italia

Quasi seicentomila infortuni sul lavoro denunciati in 11 mesi e una media di tre morti al giorno. Questa la fotografia del lato oscuro del lavoro. Secondo i dati Inail, ai quali sfuggono gli infortuni non denunciati che soprattutto nel lavoro nero ed in quello agricolo per gli immigrati sono la norma e non l’eccezione, nei primi 11 mesi del 2018 i casi di infortunio denunciati all’Inail sono stati 592.571, in aumento dello 0,5% rispetto all’analogo periodo del 2017. Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Provincia autonoma di Bolzano (+5,3%), il Friuli Venezia Giulia (+4,3%) e il Molise (+3,2%). Lo riferisce l’Inail. Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi 11 mesi del 2018 sono state 1.046, 94 in più rispetto alle 952 denunciate tra gennaio e novembre del 2017 (+9,9%). L’aumento è dovuto soprattutto all’elevato numero di decessi avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all’agosto 2017, alcuni dei quali causati dai cosiddetti incidenti “plurimi”, che causano la morte di due o più lavoratori. Nel solo mese di agosto, infatti, si è contato un rilevante numero di vittime (37) in incidenti plurimi rispetto all’intero periodo gennaio-novembre 2017 (42). Tra gli eventi del 2018 con il bilancio più tragico si ricordano, in particolare, il crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 denunce di casi mortali, e gli incidenti stradali avvenuti a Lesina e a Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti. I dati rilevati al 30 novembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 501.274 a 502.093 (+0,2%), sia di quelli in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un incremento pari al 2,6%, da 88.209 a 90.478. Nel periodo gennaio-novembre 2018 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato dello 0,7% nella gestione Industria e servizi (dai 462.304 del 2017 ai 465.653 casi del 2018) e dello 0,3% nel Conto Stato (da 95.712 a 95.981). In Agricoltura si registra invece un calo dell’1,7% (da 31.467 a 30.937). L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+0,8%), nel Nord-Est (+1,7%) e al Sud (+0,5%) e un calo al Centro (-1,1%) e nelle Isole (-1,8%). E se tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali, come detto in apertura, si segnalano la Provincia autonoma di Bolzano (+5,3%), il Friuli Venezia Giulia (+4,3%) e il Molise (+3,2%), i decrementi maggiori sono quelli rilevati nella Provincia autonoma di Trento (-7,6%), in Valle d’Aosta (-4,6%) e in Abruzzo (-3,7%).
Fin qui i dati nella loro significativa crudezza, ma il problema è che dinnanzi ad una realtà così drammatica il governo giallo-verde ha pensato di ridurre in maniera consistente i premi Inail per le imprese. Il provvedimento è contenuto nella Legge di bilancio appena approvata e rischia di minare ulteriormente quantità e qualità dei servizi erogati da un ente già in palese difficoltà ma soprattutto non solo non avverrà quell’auspicata campagna di controlli ma vi saranno meno risorse anche per le già insufficienti ispezioni. I dati italiani su infortuni e malattie professionali sono nettamente al di sopra della media europea, con un tasso di circa 2,6 decessi ogni 100.000 lavoratori, mentre le risorse destinate a controlli e prevenzione continuano a subire ingenti tagli. Basti pensare che negli ultimi cinque anni l’Inail ha del 30% il numero delle ispezioni per il semplice fatto che vi è stata una drastica diminuzione del numero degli addetti alle verifiche. Ora arriva un taglio per il prossimo triennio di oltre un miliardo e mezzo di euro di oneri a carico delle imprese e di mancati introidi per l’Inail quindi che è facile prevedere avrà un forte impatto sul settore controlli e prevenzione dato che sulle prestazioni erogate sarà difficile intervenire a fronte, per altro, di un aumento degli infortuni.

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