Il mondo cooperativo di Legacoop Fvg si interroga sul dopo Covid-19

Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2020

L'Assemblea della cooperative associate a Legacoop FVG si è svolta questa mattina a Udine nell'Auditorum Comelli (palazzo della Regione FVG) via Sabbadini 31. Presenti una settantina di delegati in rappresentanza delle oltre 180 cooperative operanti in Fvg nei vari settori, dall'agroalimentare, al consumo, dai servizi, alla produzione lavoro per arrivare alla vivace realtà della cooperazione sociale. Mondo cooperativo by Legacoop Fvg che genera nel suo complesso un valore di produzione di quasi 1,5 miliardi di euro con oltre 16.000 addetti, nonché oltre 200mila soci.
Nel corso dei lavori è stato anche presentato il Bando Coopstartup FVG II.  A parlarne è stato Simone Gamberini il direttore di Coopfond la società che gestisce il fondo mutualistico per la promozione cooperativa che è co-promotore del bando CoopStartup.

Udine, 16/07/2020 - Auditorium Comelli - 2020 Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2020

I lavori si sono aperti con l'approvazione del bilancio di Legacoop Fvg e si è quindi proseguito con la relazione (che vi alleghiamo in copia) del presidente di Legacoop FVG Livio Nanino. Nanino in apertura della sua articolata relazione ha innanzitutto voluto ringraziare le cooperatrici ed i cooperatori del Fvg che nel momento più critico della crisi Covid “hanno continuato a garantire, attraverso le loro cooperative, servizi essenziali: nell’assistenza, nella sanità, nella logistica, nella distribuzione alimentare. Donne e uomini in prima linea, spesso senza adeguate protezioni, che hanno lavorato con paura (non poteva essere diversamente guardando i telegiornali che mostravano i camion militari) ma con ancora più grande senso di responsabilità”. Secondo Nanino “La cooperazione ha sempre dimostrato una particolare capacità di resilienza di fronte alle situazioni di crisi. Questa capacità è ampiamente documentata e generalmente riconosciuta, anche nella crisi economico-finanziaria del 2008; non è quindi un caso che spesso la cooperazione venga evocata come soluzione di crisi aziendali”.
“Il Covid-19 ha colpito i settori economici in maniera asimmetrica; ha proseguito il presidente doi Legacoop Fvg, è da qui che si deve partire per determinare le priorità e le strategie di gestione della pandemia oggi e della ripresa successivamente. Parlo di “pandemia oggi” poiché sarebbe grave considerare tutto già finito: ciò che succede nel mondo e in Italia lo testimonia”.
“Ci sono settori che non ha senso fermare, ha affermato Nanino, perché hanno dimostrato capacità di risposta strutturale ed organizzativa di contrasto alla diffusione del Covid-19. In generale i settori manifatturiero, l’agricoltura e le filiere collegate, la distribuzione, la logistica non si sono mai fermati e non abbiamo riscontri specifici di criticità emerse durante il lockdown in questi settori. Le imprese interessate hanno bisogno di certezze sul piano normativo, hanno bisogno di servizi di primo livello. Per intenderci: quando la Pubblica Amministrazione vanta una elevata percentuale di personale in smart working, deve parimenti valutare se c’è stata la capacità di rispondere alle istanze delle imprese! Diversamente si deve parlare di no working ed il sistema non tiene”.

Udine, 16/07/2020 - Auditorium Comelli - 2020 Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2020

Le strategie non si fanno con i bonus a pioggia (spese) che sottraggono risorse altrimenti utilizzabili per investimenti. L’aiuto a chi è in difficoltà è sacrosanto, ma trasmettere l’idea che ogni bisogno avrà il suo bonus è “corruzione di massa”.
La realtà è che da questa situazione usciamo tutti più poveri, bisognerà rimboccarsi le maniche, caricarsi in spalla ognuno il proprio fardello e ricostruire il nostro benessere, magari basandolo su nuove priorità, più solidali che nel passato.
La politica deve mettere in campo leve da consegnare alla comunità nazionale: alle imprese, alle amministrazioni locali, ai cittadini perché le traducano in effetti moltiplicatori.
Questo è il momento delle scelte. Gli investimenti per la modernizzazione del Paese, la riprogettazione dei servizi sociali e assistenziali, possono diventare fonte di nuova impresa e nuova occupazione.

La cooperazione si propone come attore delle politiche attive del Lavoro: dai percorsi di salvataggio delle aziende in crisi con la costituzione in cooperativa dei dipendenti (cosiddetti Workers buyout) alle consolidate esperienze di inclusione lavorativa di persone in situazione di svantaggio anche lavorativo.

Udine, 16/07/2020 - Auditorium Comelli - Presidente Legacoop Fg Livio Nanino  R - Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2020

Questa crisi può rivelarsi un’opportunità, non è retorica. Ci sono diverse indicazioni che vanno in questa direzione, a partire dal nuovo atteggiamento da parte dell’Europa, che a sua volta ha forse l’ultima occasione per diventare un reale attore nello scacchiere mondiale. Le ingenti risorse finanziarie (tante ma non infinite) che verranno messe a disposizione per la ripresa devono essere indirizzate verso investimenti che consentano al Paese di modernizzarsi, recuperando il gap che aveva con i paesi più avanzati già prima del COVID. Per fare questo è necessaria una comunità di intenti tra tutti gli attori in campo.

Gli ultimi mesi ci hanno insegnato molte cose, hanno messo in luce debolezze e in dubbio alcune scelte che ritenevamo d’eccellenza. Pur in una condizione migliore di altri paesi, è necessario uscire dalla retorica del “miglior sistema sanitario del mondo”.
Bisogna capitalizzare questa esperienza e ridisegnare il sistema di welfare: dalle residenze per anziani ai servizi assistenziali sul territorio, dal modello di governance alla distribuzione più funzionale e definita dei compiti tra autorità centrale e amministrazioni locali. Alcuni rimpalli di responsabilità tra governo centrale e regioni, in piena emergenza, sono stati un teatrino insopportabile ed inaccettabile a fronte dei morti che si moltiplicavano. Il sistema della nostra regione ha risposto tutto sommato bene; ciò non di meno è necessaria una riprogettazione, in particolare per i servizi sul territorio, avendo cura di rispondere alle esigenze urgenti per quei servizi tuttora sospesi, in particolare verso i più deboli, avendo la capacità di accompagnare la loro evoluzione una volta superata la crisi.
“..non è pensabile che le migliori soluzioni post pandemiche, si possano trovare proponendosi in ordine sparso, sarebbe un errore imperdonabile e in contro tendenza alla cultura della ricostruzione che abbiamo conosciuto in particolare in Friuli.
La cooperazione è a disposizione per un ragionamento comune, insieme al mondo del lavoro e dell’impresa, per offrire soluzioni concrete da mettere a disposizione del decisore politico, dal quale ci aspettiamo nel breve periodo un’evoluzione dell’azione che superi la fase degli interventi emergenziali, per approdare a una nuova fase di definizione delle linee strategiche regionali. Non è più rimandabile una riflessione condivisa su una nuova programmazione che, dalla pianificazione sociale fino a quella industriale, definisca una cornice post Covid per un rilancio dei nostri territori e delle nostre comunità”.

Nelle prossime settimane e mesi saremo chiamati ad affrontare tutte le difficoltà della crisi, quando inevitabilmente si apriranno molti tavoli di crisi e si dovranno cercare nuovi equilibri e valori di sostenibilità. Da una parte al fianco delle nostre imprese, per supportarle in una fase delicatissima; dall’altra, capaci di interlocuzione propositiva verso l’amministrazione pubblica, in primis quella regionale, nel delineare la strada per recuperare ciò che abbiamo perso.
In questo contesto, ha aggiunto Nanino, il movimento cooperativo regionale ha accolto positivamente le sfide lanciate dal presidente Fedriga nell’incontro tenutosi pochi giorni fa a Trieste: ci siamo impegnati a presentare un quadro organico di proposte e abbiamo assicurato la nostra ampia disponibilità per contribuire a disegnare il FVG del futuro. Ci attendiamo il giusto coinvolgimento progettuale e il sostegno delle leggi regionali riguardanti il nostro settore, a partite dalla “legge 27”.
Le sfide che abbiamo di fronte sono pressoché uniche nella storia. Nella nostra regione abbiamo condizioni migliori di altre per esprimere le forze necessarie a ricostruire condizioni di benessere più equo e stabile. Se sapremo mettere a fattor comune le tante energie della nostra società, andrà tutto bene”.

All'incontro  dal titolo "Ripartire in cooperativa: lavoro, coesione sociale, innovazione"  era presente anche l’assessore regionale lavoro, formazione, istruzione e famiglia Alessia Rosolen che non si è limitata a portare il saluto dell'amministrazione regionale ma è entrata nel vivo dei temi posti dando un proprio apprezzabile contributo al dibattito. In particolare l'assessore ha parlato di riscoprire la dimensione sociale del lavoro. Combattere l'alienazione e rimettere al centro la dignità e la gratificazione personale. Coniugare profitto e interesse collettivo.  Rosolen ha ricordato che "anche in questa fase delicata e, per evidenti motivi, nuova a tutti gli effetti, stiamo valorizzando l'aspetto sociale anche nelle leggi ad hoc legato al comparto del lavoro: con le modifiche alla legge 18 del 2005, sono stati inseriti passaggi molto significativi che trascendono il significato economico e mettono al centro la persona come componente di un sistema. Il ruolo della cooperazione sociale nell'ambito dei servizi di welfare e dell'integrazione sociale, così come nella produzione di beni e servizi sempre finalizzata "socialmente", è riconosciuto e visibile". Secondo Rosolen, "l'ingrediente dell'innovazione sociale è un tratto caratteristico dell'esperienza cooperativa. L'idea stessa di impresa mutualistica ha sempre trovato spazio nel nostro ordinamento giuridico e istituzionale, passando poi per diverse e importanti riforme. Concettualmente, la cooperativa risulta maggiormente sensibile alle criticità legate alla precarizzazione dell'impiego in quanto soggetto che opera nell'interesse dei propri soci e intrattiene con essi una relazione non puramente commerciale, ma personale e particolare, in cui questi sono partecipi e hanno diritto a una equa ripartizione dei risultati. La sfida di questa giunta era e resta dare stabilità e struttura al concetto di impiego".

L'assessore regionale al Lavoro ha chiuso rilevando che "questi mesi ci hanno costretti a porre in essere correttivi e accorgimenti dettati dall'emergenza e richiesti esplicitamente dal tessuto sociale. La cooperativa gode del nostro sostegno, ma non deve sottrarsi, soprattutto in fasi così complicate, alle sue responsabilità di baluardo delle tutele per le persone. Anche sul fronte della sicurezza, nessuno deve immaginare alcun passo indietro dettato dai problemi contingenti: dalla crisi si esce accentuando la componente sociale e umano, non svilendola".  Presenti all'assemblea di Lagacoop  anche molti rappresentanti della politica regionale sia di maggioranza che d'opposizione.

 

Bando Coopstartup FVG II edizione.

Coopstartup FVG è un’iniziativa che ha l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative proposte da soggetti che desiderino realizzare una cooperativa.
Il progetto è promosso da Legacoop FVG e Coopfond e sperimenta nuovi processi di promozione cooperativa, tra i giovani e in nuovi mercati, che consentano l’introduzione e la diffusione di innovazioni tecnologiche, organizzative e sociali all’interno del sistema cooperativo.
Coopstartup FVG consiste in un programma di formazione, tutoraggio, accompagnamento e accelerazione di nuova impresa cooperativa. È orientato a favorire l’occupazione anche giovanile e lo sviluppo di idee innovative negli ambiti settoriali che l’Unione Europea considera prioritari per favorire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Si rivolge, nelle aree di operatività di Legacoop FVG, a gruppi di almeno tre persone che intendano costituire un’impresa cooperativa e a cooperative costituite nel 2019. Per tutti i gruppi e neocooperative iscritti al bando è previsto l'accesso ad un percorso di formazione online sui temi legati alla cooperazione e startup.
Per i 10 gruppi (comprese le neocooperative) che supereranno la prima selezione sulle idee imprenditoriali è previsto l’accesso ad un percorso di formazione finalizzato a trasformare l’idea iniziale in progetto d’impresa. Per i 3 gruppi che supereranno la seconda selezione sui progetti
imprenditoriali si andrà all’accompagnamento alla costituzione in cooperativa da parte delle strutture e/o organizzazioni territoriali di Legacoop e, se aderiranno a Legacoop un contributo a fondo perduto di € 15.000 più una serie di agevolazioni per l’accesso al credito.