8 dicembre giornata importante per il clima e la tutela e difesa dei territori

La giornata di sabato 8 dicembre è una giornata importante a livello nazionale ed internazionale per i comitati e le associazioni preoccupate per il futuro del nostro pianeta e impegnate nella tutela e difesa dei territori. Coincide con la conferenza a Katowice in Polonia Cop24 sul cambiamento climatico, 8 dicembre 2005 è stata una giornata storica per il Movimento No Tav in Val Susa con una manifestazione di decina di migliaia di persone giunte da tutta la valle contro la costruzione della Torino-Lione e questa data è stata adottata pure dai Comitati italiani per ricordare le tantissime lotte contro le grandi, piccole, inutili opere imposte. Gli allarmanti dati scientifici dell’aumento della CO2 in atmosfera, il cambiamento del clima a livello globale pure evidenziato in Regione dallo studio dell’Osmer Arpa, gli effetti devastanti degli eventi estremi sempre più frequenti anche nella nostra Regione, ci devono allarmare e impegnare per una inversione di rotta del nostro stile di vita. Per non farci mancare nulla, annualmente arrivano pure i rapporti allarmistici dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) sulla riduzione irreversibile della risorsa “suolo” fondamentale per la vita considerando pure la non auto sufficienza alimentare italiana. Davanti a questi scenari incontrovertibili, in questi giorni si assiste ad una grande reazione da parte del mondo imprenditoriale, sindacale, dell'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco e pure di singoli cittadini contro “il Governo del NO” a favore delle grandi opere e per lo sviluppo. Questo metro di giudizio, dar valore superiore al SI nei confronti del NO senza analizzare bene le motivazioni, mi sembra puerile ed irresponsabile nei confronti delle future generazioni. Di esempi delle grandi opere inutili con disastri ambientali e costi altissimi in Italia ne abbiamo: dal Mose, alla BRE.BE.MI., ai tunnel nel Mugello, Gioia Tauro.. In Friuli oramai è stato archiviato lo scalo di Cervignano ora in dismissione, 100 ettari di terreno fertile buttati. Se poi assieme ai disastri ambientali ci mettiamo la corruzione con i costi stratosferici e le infiltrazioni mafiose, il quadro diventa inquietante. Lo slogan maggiormente usato è che “siamo tagliati fuori” dall’Europa. Ad onor del vero c’è un aumento di traffici stradali soprattutto da nord e da est, ma verso ovest le statistiche ufficiali segnalano transiti costanti se non in diminuzione, perché non utilizzare la ferrovia considerando che molte linee ferroviarie sono sottoutilizzate? Visto le delocalizzazioni e le importazioni dal Far Est, l’Italia si stà trasformando in grande supermercato assieme ad una servitù di transito per portare le merci dai porti italiani verso il nord-est, est europeo. Questa situazione con implicazioni occupazionali e sociali oltre che ambientali, dovrebbe far riflettere i cittadini. Le grandi opere sono energivore contribuiscono al riscaldamento globale. Nel discorso di apertura dell’incontro Cop24 il presidente dell’ONU ha detto: "Quella del clima è già oggi una questione di VITA O DI MORTE". Per i più scettici consiglio la lettura del racconto “ Il principio della rana bollita” di Noam Chomsky e/o di vedere il film “L'alba del giorno dopo”, uscito nel 2004.

Gian Carlo Pastorutti

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