Lettera aperta delle vittime dell’uranio impoverito a Debora Serracchiani

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dell'Associazione Nazionale Vittime dell'Uranio Impoverito (ANVUI)  a Debora Serracchiani nella sua veste di Presidente della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati per sollecitare la discussione nella Commissione stessa della proposta di legge a firma del Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati On. Gianluca Rizzo in tema di malattie professionali del personale delle Forze Armate.

 

Egregia On. Serracchiani,
pochi giorni fa, nella Sua veste di Presidente della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, in occasione della “giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro” ha richiamato il Parlamento “ad esprimere maggiore impegno verso il flagello delle morti bianche e in genere degli incidenti e delle malattie professionali” assegnando a quest’ultimo “il compito di aggiornare la legislazione ai nuovi rischi”.
Quale migliore occasione quindi, proprio in virtù del Suo auspicio a far sì “che non ci siano solo giornate della solidarietà e dei buoni propositi”, per ricordarLe che, fatto stridente, proprio nella Commissione che Lei presiede giace da ormai oltre un anno la proposta di legge a firma del Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati On. Gianluca Rizzo <Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 e altre disposizioni concernenti la sicurezza sul lavoro e la tutela assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali del personale delle Forze Armate> presentata il 25 settembre 2019, ancora in attesa di essere incardinata per la discussione che la porterebbe verso l’iter di approvazione finale. Si tratta di una legge auspicata da ormai vent’anni che rappresenterebbe “un momento di svolta” per i 381 deceduti e i 7500 malati di cancro a causa dell’esposizione all’uranio impoverito.
Il trecentottantunesimo, 50 anni, se n’è andato proprio qualche giorno fa. Lo saprà sicuramente, ne ha parlato tutta la stampa nazionale.
Noi del resto abbiamo registrato l’assordante silenzio da parte del Ministro della Difesa e delle Istituzioni.
Ci consenta di farLe notare che su questo tema e quello più generale del lavoro, il suo governo ed il Suo partito sembrano più interessati ai profitti dell’industria che alla salute di chi lavora. Quanta attenzione avete dato e continuate a dare all’industria nazionale della Difesa che considera il ministero competente “un cliente molto apprezzato grazie all’impegno che l’Italia ha espresso negli ultimi 30 anni su tutti i teatri del globo”? Forse che le missioni nelle quali i soldati sono caduti sul campo o deceduti in patria per gravi patologie legate all’esposizione da uranio impoverito sono le migliori vetrine per il made in Italy della difesa?
Abbiamo infatti notato, on. Serracchiani, la sorprendente rapidità con cui il suo governo nella persona del Ministro della Difesa pro tempore On. Lorenzo Guerini, attraverso la così detta norma “G2G” ha soddisfatto le pretese dell’industria di riferimento di trasformare lo stesso Ministero in un “agente di commercio” per i suoi prodotti con l’accondiscendenza degli stessi alti vertici militari che continuano a negarci verità e giustizia.
Egregia presidente Serracchiani, l’on. Gianluca Rizzo rispondendo ad una nostra recente missiva, ci ha assicurato che Le farà pervenire le nostre sollecitazioni.
L’on. Gian Piero Scanu, già presidente della IV Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, nostro presidente onorario, nonché membro del Suo stesso partito, ha recentemente affermato che l’approvazione della legge in oggetto rappresenterebbe “un salto di civiltà”.
Sbloccare, per la parte che Le compete, il percorso verso l’approvazione consentirebbe, egregia Presidente, di dare un senso alle parole da Lei stessa recentissimamente pronunciate, trasponendole in fatti!