“A Night at the Winery 2017”: Jazz ed il buon vino, progetto musicale presentato al conservatorio Tomadini di Udine

Udine, Conservatorio J. Tomadini - A Night at the Winery - Cam Jazz - Artesuono - Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2018

Il jazz ed il buon vino: da qui, venti mesi fa, è partita l'idea che ha trovato la sua sintesi in “A Night at the Winery 2017”. Il progetto musicale presentato al conservatorio Tomadini di Udine ha fatto incontrare sei diverse formazioni jazz che hanno dato vita ad altrettanti album registrati “live” in alcune delle migliori cantine del Friuli Venezia Giulia.

A fronte delle frenesie di tutti i giorni e del tempo che spesso manca da dedicare alla musica di qualità ed anche, perchè no, ai vini pregiati il progetto ha avuto il merito di mettere insieme i migliori professionisti jazz delle nostre terre. “A great team making great jazz” è lo slogan utilizzato dall'etichetta Cam Jazz di Ermanno Basso che si è preoccupata di dare corpo all'idea di Elda Felluga e Stefano Amerio, noto ingegnere del suono di Artesuono Recording Studios. Nati dopo una settimana soltanto di registrazione, i lavori hanno coinvolto: il maestro Enrico Pieranunzi che ha inciso i suoi valzer al piano all'interno della cantina Bastianich (“Wine & Waltzes”); Claudio Filippini al piano elettrico nell'azienda vitivinicola Le Due Terre in trio con il basso di Andrea Lombardini e le percussioni di U. T. Gandhi (“Two Grounds”); Régis Huby, Bruno Chevillon e Michele Rabbia, rispettivamente con violino, basso e percussioni, che si sono esibiti nella cantina Felluga (“Reminiscence”); il sassofono di Francesco Bearzatti e la chitarra di Federico Casagrande nella cornice dell'Abbazia di Rosazzo (“Lost Songs”); nell'azienda Jermann Michele Campanella e Javier Girotto, che si sono dedicati alla musica classica russa facendo emergere la propria passione musicale attraverso piano e sax (“Vers la Grande Porte de Kiev”), mentre il clarinetto di Gabriele Mirabassi e la chitarra di Roberto Taufic si sono uniti in duo nella cantina Venica & Venica (“Nìtido e Obscuro”).

I Colli Orientali friulani si sono rivelati il teatro più naturale per esaltare tutti e cinque i sensi: il dare spazio ed espressione alle emozioni (sempre uniche) che l'improvvisazione jazz è capace di restituire insieme ai sei album realizzati in grado di fissare quest'esperienza è stata un'occasione anche per le stesse aziende vitivinicole che, con il loro lavoro ed i propri prodotti, continuano a far conoscere il Friuli Venezia Giulia in Europa e nel mondo.

LM