A Servola (TS) più di 1300 persone sono rimaste senza medico causa burocrazia

A Servola più di 1300 persone sono rimaste senza medico e la causa non è la mancanza di sanitari, ma la burocrazia. Questi i fatti scrive il consigliere regionale Walter Zalukar:  "Il 1 gennaio va in pensione il dott. Walter Zennaro, storico medico di Servola, che ci tiene ai suoi malati e quindi organizza personalmente e per tempo il subentro della sua sostituta, la dr.ssa Elena Coronica. Quindi apparentemente tutto bene, la dr.ssa Coronica subentra nell’ambulatorio di via di Servola 80, i locali sono molto ben tenuti e assai confortevoli, l’organizzazione dello studio è ben rodata e continua ad avvalersi di un’efficiente segreteria. Tutto ciò sembra garantire una transizione senza rischi e disagi per i pazienti. A spesa zero per la collettività e con soddisfazione degli assistiti. Ma ecco la doccia fredda: il rione di Servola non rientra tra quelli stabiliti per l'assegnazione di un nuovo medico, lo è quello confinante di Santa Maria Maddalena Inferiore, a cui la dr.ssa Coronica è assegnata. E così l’Azienda sanitaria inibisce alla dottoressa l’uso dell’ambulatorio di Servola, che dista solo 700 metri dal confine tra i due rioni, che pare sia invalicabile. Nuove cortine di ferro a 30 anni della caduta del muro di Berlino! L’Azienda sanitaria non sembra scomporsi più di tanto e replica sulla stampa che “a breve, presumibilmente entro un mese, verrà stabilito il numero di incarichi da conferire per il 2020. E, come già avvenuto nell'anno passato, si procederà ad individuare le zone vincolate nelle quali sarà necessario attivare gli studi medici. Tra queste sarà senz'altro individuato il rione di Servola”. Ma 1340 servolani, di cui molti anziani e con problemi di salute, restano privi di medico oggi non tra un mese, adesso possono aver bisogno di cure. E poi che un medico a 70 anni vada in quiescenza è prevedibile, forse bisognerebbe reintrodurre il concetto di PROGRAMMAZIONE nel sistema sanitario regionale. Intanto chi sta male deve arrangiarsi e può non avere altra strada che rivolgersi alla Guardia medica o al Pronto soccorso. Mentre il rischio influenza incombe. Sembra quindi improcrastinabile un’adeguata azione correttiva, che potrebbe essere mutuata dal passato, quando si dedicavano giornate ai confini aperti. E quando la sanità funzionava meglio.