A Udine l’evento conclusivo del progetto Eu-Promens  “salute mentale di comunità per i giovani” 

Si è svolto  martedì 28 luglio, presso Fondazione Friuli di Udine, l’evento conclusivo del percorso “Salute Mentale di Comunità per i Giovani”, promosso dal Consorzio COSM in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC), l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (ASFO) e l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI), nell’ambito del progetto europeo EU-PROMENS, finanziato dall’Unione Europea.
L’iniziativa rappresenta la restituzione finale di un articolato percorso regionale dedicato alla promozione della salute mentale dei giovani attraverso approcci di comunità, lavoro di rete e progettazione partecipata. L’incontro ha permesso di condividere gli esiti delle attività svolte nei territori, presentare le esperienze maturate e confrontarsi sulle prospettive di sviluppo di una rete regionale sempre più integrata a favore delle nuove generazioni.

All’apertura dei lavori, introdotti da Michela Vogrig, Presidente del Consorzio COSM e referente del progetto EU-PROMENS per l’Italia, è seguita la presentazione del report conclusivo, illustrato dal sociologo e formatore Christian Gretter, insieme ai contributi dei gruppi di lavoro di Udine, Cividale e Tarcento, Codroipo, Palmanova, Gemona e Tolmezzo, Gorizia e Trieste, Pordenone.

Più che una fotografia della condizione giovanile e delle fragilità emergenti, il report restituisce una vera e propria “mappa” di servizi, progetti e azioni su cui investire, costruita con il contributo di operatori dei servizi, cooperative sociali, associazioni di volontariato, amministratori locali e rappresentanti della polizia locale. Un lavoro partecipato che consegna ai territori proposte operative e piste di sviluppo condivise.

EU-PROMENS, attuato in 33 Paesi sia dell’Unione Europea che extra UE, è finalizzato al rafforzamento delle competenze professionali in salute mentale attraverso un approccio comunitario, partecipativo e integrato. In Friuli Venezia Giulia il percorso ha coinvolto oltre 450 partecipanti – tra operatori sanitari e sociali, educatori, insegnanti, studenti, amministratori locali, polizia locale, cooperative sociali e associazioni – attraverso incontri realizzati nei territori di San Daniele del Friuli, Udine, Gemona-Tolmezzo, Cividale-Tarcento, Palmanova, Codroipo, Pordenone, Gorizia e Trieste, per un totale di 12 giornate formative e due webinar, per un totale di oltre 100 ore di formazione.
I gruppi di lavoro hanno approfondito i bisogni emergenti della salute mentale giovanile, il rafforzamento della rete dei servizi, la progettazione partecipata e la valorizzazione delle esperienze più innovative presenti sul territorio. Nella nostra Regione, unica tappa del progetto in Italia, è stato scelto un focus sui giovani, per interpretare le esigenze di un sistema dei servizi della salute mentale più “avanzato” rispetto agli altri Paesi coinvolti: dalla prevenzione, ad un approccio comunitario, partecipativo e integrato, fino alla scelta di co-costruire il percorso tra Pubblico e Terzo Settore.

Tra le esperienze, particolare interesse ha riguardato il progetto Youngle, primo network nazionale di peer education, ascolto e counseling online gestito da giovani per i giovani. Nato nel 2011 su iniziativa del Ministero della Salute, offre uno spazio di ascolto anonimo rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 25 anni, attraverso chat e strumenti digitali gestiti da peer educator appositamente selezionati e formati, sempre affiancati da psicologi, educatori e operatori dei servizi. Il modello, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come buona pratica per la promozione della salute mentale e la prevenzione del disagio giovanile, rappresenta oggi uno dei principali esempi di intervento di prossimità digitale. In Friuli Venezia Giulia l’esperienza, avviata nel territorio del Sandanielese, è in fase di allargamento sul territorio regionale ed è gestita da ASUFC e dal Consorzio COSM, in collaborazione con gli istituti scolastici e il Terzo Settore, con l’obiettivo di intercettare precocemente il disagio, ridurre lo stigma e facilitare l’accesso dei giovani ai servizi.

Momento centrale dell’iniziativa è stata la tavola rotonda “Bisogni emergenti nella salute mentale dei giovani e azioni territoriali di progettazione partecipata”, moderata da Paolo Felice, Presidente di Legacoopsociali FVG. Al confronto hanno partecipato Marco Bertoli, Direttore del Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale di ASUFC, Cristina Meneguzzi, Direttore del Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale di ASFO, Massimo Semenzin, Direttore del Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale di ASUGI, insieme alla peer supporter del progetto Youngle Emma Paliga e a Michela Vogrig, Presidente del Consorzio COSM. Il dibattito ha evidenziato la necessità di rafforzare il lavoro di rete, investire nella prevenzione precoce e sviluppare modelli di comunità capaci di intercettare il disagio giovanile prima che si trasformi in una condizione di maggiore complessità.

“La conclusione del progetto con il suo articolato report, esito di un ampio confronto tra istituzioni, servizi, cooperative, Terzo Settore e comunità locale” – ha sottolineato Michela Vogrig, presidente del consorzio COSM – “accresce la nostra consapevolezza e la convinzione che la salute mentale dei giovani rappresenta una responsabilità condivisa che riguarda tutti, che richiede risposte integrate e innovative da costruire insieme con tutti gli attori del territorio, ma anche con gli stessi giovani destinatari degli interventi. La grande partecipazione e l’interesse dimostrato è uno stimolo a proseguire nel percorso avviato, per consolidare reti territoriali stabili e promuovere una salute mentale di comunità sempre più integrata e realmente accessibili per i più giovani”.