Affermare oggi “cooperative pilotate dalla sinistra” è come dire Fontanini è “comunista”

LegacoopFvg risponde a Fontanini: “L’accoglienza non ha colori: eviti di aggrapparsi a luoghi comuni a dir poco datati” questo il titolo di una nota stampa con cui l'associazione cooperativa stigmatizza una recente sparata del sindaco di Udine. Oggetto del contendere il fatto che Pietro Fontanini, si legge nel comunicato  di Legacoop Fvg, “coglie l’occasione di fare polemica politica (legittima nel suo ruolo) ma sbaglia completamente bersaglio. In una recente dichiarazione, virgolettata riportata da un quotidiano locale, ha affermato: “... l'unica cosa che il PD di Udine controllava e continua ancora a controllare sono i voti dei responsabili e degli addetti delle associazioni e delle cooperative rosse che hanno in gestione il business dell'accoglienza...”. Da politico navigato, chiosa Legacoop, dovrebbe aggiornare il proprio glossario ed evitare di aggrapparsi a luoghi comuni a dir poco datati”. “Lo “sfogo” del Sindaco, aggiunge ancora la nota dell'associazione, appare particolarmente maldestro e fuori luogo, in questa fase, dove la cooperazione è impegnata nello sforzo del contrasto al Coronavirus nelle case di riposo, negli ospedali, con l’assistenza sul territorio; senza dimenticare quanto già fatto nella prima ondata, rimanendo saldamente in prima linea lavorando al fianco della protezione civile e del sistema sanitario, in condizioni precarie”.  Fin qui la garbata nota di Legacoop Fvg , ma la polemica appare particolarmente gustosa per il fatto che il sindaco di Udine, con l'uso che spesso fa di luoghi comuni e semplificazioni, perde di vista, spesso, la realtà.  Non solo per avere vissuto nel secolo scorso, per la sua età anagrafica, ma per il fatto che molte delle sue tesi provengono temporalmente e ideologicamente  da quei tempi e, visto il suo percorso politico, lo possiamo capire. Utilizzando gli stessi parametri per interpretando la realtà ora per allora, con gli occhi velati dalle ideologie del passato, potremmo dire perfino che Fontanini è comunista o almeno lo era.  Oibò, diremmo una mezza verità,  dato che pochi sanno che il politico, oggi leghista ortodosso, ha un passato a sinistra, proprio come attivista del Pci negli anni 90. Una parentesi che il sindaco non ama ricordare e che anche la sinistra ha voluto, comprensibilmente, rimuovere. Ma del resto, noi che di memoria storica e non solo anagraficamente ne abbiamo, non possiamo invece non ricordare alcuni inciampi di Fontanini proprio nell'interpretare questioni “sociali”. Appare chiaro che anche il mondo della cooperazione sociale non è nelle corde del sindaco, come quando parla del presunto business dell’accoglienza, tanto da costringere Legacoop FVG a spiegare che “la cooperazione si riconosce pienamente nei valori e nelle azioni del sistema dell’accoglienza diffusa che le cooperative sociali implementano quotidianamente sul territorio comunale. Inclusione e coesione sociale sono i pilastri di quel welfare regionale al cui interno la cooperazione, da sempre, rappresenta uno degli attori principali”.

Ma tornando alla memoria storica e senza arrivare a scavare nel secolo scorso, allontaniamoci solo di un decennio per ricordare come Fontanini, da presidente della Provincia, fu protagonista di un inciampo "sociale" epocale. Si legge infatti nelle cronache del 2010 e non solo locali: “Pietro Fontanini, esponente della Lega Nord e presidente della Provincia di Udine, chiamato a intervenire a un convegno sulla disabilità a Palmanova, quando è venuto il suo momento ha preso la parola e ha lasciato di stucco il suo uditorio. I disabili? disse “Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici”. Rallentano i ritmi d’apprendimento degli altri ragazzi e frenano il lavoro di studio e d’approfondimento. Dunque è “più utile metterli su percorsi differenziati”. Da notare che il convegno era organizzato da un consorzio friulano per l’assistenza medico-pedagogica con in platea, trecento operatori del settore, gente che lavora ogni giorno con i disabili, ma anche l'assessore alla sanità dell'epoca. Ebbene, raccontava  ad esempio Gianni Barbacetto sul fatto Quotidiano: “A occhi sgranati, i trecento operatori hanno sentito con le loro orecchie l’apologia delle classi differenziate per i disabili. E non riuscivano a crederci. Le “classi speciali” (“altro non erano che ospedali psichiatrici per bambini”, ha ricordato l’assessore friulano alla sanità, Vladimir Kosic) in Italia sono state abolite da una legge del 1977. Ed ecco il geniale leghista friulano che ne auspica il ritorno, per non “ritardare il lavoro degli altri ragazzi”.” Inutile dire che le parole dell'oggi sindaco, provocarono proteste e indignazioni. Non solo la platea aveva subito rumoreggiato contro l'affermazione, ma perfino gli esponenti del centrodestra presenti espressero immediatamente disaccordo a iniziare dall'allora assessore Kosic, pure lui di centrodestra che si disse “attonito e indignato”. Ovviamente anche l'opposizione si scatenò con una ridda di prese di posizioni “Ritengo queste affermazioni offensive nei confronti delle famiglie che vivono situazioni di disabilità e nei confronti di operatori che cercano in tutti i modi di rendere operative teorie e comportamenti di massima integrazione e inclusione nel mondo della scuola e nella società”, aveva dichiarato Francesco Martines oggi sindaco di Palmanova e allora capogruppo del Pd in Provincia, mentre Debora Serracchiani aggiunse: “Quando un politico parla di ghettizzare i bambini disabili, vuol dire che non c’è più limite e che ci stiamo già muovendo in un territorio pericoloso”. Ovviamente Fontanini, poche ore dopo l'accaduto tirò fuori l'armamentario tipico non solo della politica, negare anche davanti l'evidenza, con un “non è quello che sembra”... dichiarando in sostanza di essere stato frainteso e sostenendo di aver riportato un’esperienza personale, da insegnante, riferita a una quinta della scuola secondaria superiore che si stava preparando all’esame di maturità. Insomma una pezza peggiore del buco, una smentita che non smentisce, ma conferma, chiosava sempre dalle colonne del Il Fatto Quotidiano” Barbacetto che commentava “ormai non c’è più vergogna a lanciare le idee più incivili. Ormai vale tutto. E chi le propugna ha l’aria di non rendersi neppure conto della gravità di quel che dice. Si sta diffondendo una insostenibile leggerezza della barbarie”. E come sappiamo è sul tema accoglienza, sicurezza e immigrazione che ora si sono toccati vertici inauditi di cui non solo il leghismo salviniano è campione, ma come abbiamo visto affonda le radici più in profondità in uomini e tempi.

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