Alberghi diffusi: Rojc (Pd), Comuni restino in società gestione

La senatrice del Pd Tatjana Rojc ha presentato una interrogazione alla ministra della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno per sollecitare un intervento normativo che consenta la partecipazione pubblica nelle società di gestione degli Alberghi diffusi.
 "Ho voluto riscontrare subito la segnalazione pervenuta dai sindaci di Paluzza, Sutrio, Comeglians e Socchieve - spiega Rojc - perché bisogna saper distinguere, e in questo caso la compenetrazione pubblico-privato è nell'interesse della montagna friulana, dalla Carnia alle Valli del Natisone".
 "Il senso della presenza pubblica nella gestione di queste realtà - continua la senatrice - è da ricercarsi nel ruolo di salvaguardia del patrimonio abitativo, spesso recuperato dall’abbandono grazie a questi interventi, del particolare sistema di ricettività, che incontra una domanda di nicchia ma permette la sopravvivenza e conservazione di un territorio delicato, come è quello montano, combattendo contro lo spopolamento con azioni concrete, coniugando sostenibilità e rispetto dell’ambiente e valorizzazione di zone periferiche e in difficoltà".
 L'allarme era scattato già un anno fa nel corso di un incontro organizzato da Confcooperative Udine a Tolmezzo in collaborazione con l’Associazione alberghi diffusi del Fvg, per approfondire gli scenari delineati in seguito alle norme introdotte dalla Legge Madia sulla cessione delle partecipazioni societarie non strategiche detenute dalle pubbliche amministrazioni. E già allora la contrarietà era stata generale.
 Ora gli Enti pubblici si trovano nella condizione di prevedere entro breve una definitiva dismissione della partecipazione nelle società miste che gestiscono gli alberghi diffusi, aprendo anche un problema di coerenza con le normative regionali relativamente all'accesso ai finanziamenti regionali.
 Per la senatrice Rojc "lo spirito della Legge Madia non verrebbe certo inficiato se si potesse prevedere, anche con una modifica interpretativa, una eccezione per questo specifico caso. Alla montagna friulana, soprattutto dopo le recenti devastazioni, bisogna offrire più occasioni di ripresa, non più pastoie burocratiche. Spero che Roma ascolti il nostro appello", conclude.

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