Albergo diffuso: flop o successo?

Sull’esperienza dell’albergo diffuso è tempo di fare bilanci. Ma le opinioni non sono concordi, anzi si passa da un estremo all’altro.
Secondo quanto scritto nella relazione presentata da Renzo Liva (Pd) al Comitato per la legislazione, si è trattato di un autentico e costoso fallimento: «Un mare di denaro, quasi 25 milioni di euro di risorse pubbliche investiti in 16 anni, per un ritorno turistico davvero di basso livello. No, il sistema dell’albergo diffuso – per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto – non ha funzionato negli anni passati e continua a stentare anche oggi. A un punto tale che pure la maggioranza in Regione, per la prima volta, ha ammesso ufficialmente che il sistema così come concepito, non abbia prodotto i risultati sperati e necessiti, quantomeno, di un’operazione di deciso restyling».
Partendo da un obiettivo iniziale di contrasto alla marginalizzazione e di lotta allo spopolamento della montagna sino alla creazione di un sistema di offerta turistica, i risultati ottenuti in termini di occupazione non risultano, secondo Liva, adeguati allo sforzo economico profuso: poco meno di 2 mila posti letto con una media di 113 presenza giornaliere tra il 2010 e il 2014.
Ma non tutti sono d’accordo ad esprimere un giudizio così severo. Tra questi Flavio Sialino, presidente di Confcooperative Udine, che usa termini e cifre molto diverse: «L’albergo diffuso non è un’esperienza aliena alla montagna friulana, tutt’altro. montagna friulana, infatti, sta vivendo un momento difficile. Nonostante i molti problemi (viabilità, turismo, visibilità, ecc.), l’albergo diffuso continua a crescere, come testimoniano i dati ufficiali di Promoturismo Fvg». Secondo tale fonte, dal 2012 al 2015 le presenze negli alberghi diffusi sono cresciute del 32% passando da 48 mila a 63500 circa: «Quale comparto turistico ha fatto di meglio», si chiede Sialino.
Tra i detrattori anche Riccardo Riccardi (Fi) che invita a distinguere l’aspetto turistico da quello del recupero edilizio degli immobili: «Dal punto di vista edilizio i risultati sono eccellenti, ma se consideriamo la strategia di accoglienza turistica, si tratta di un autentico fallimento».
La questione, dunque, si riduce a questa: consideriamo questi soldi spesi per un piano di riqualificazione immobiliare o un investimento per promuovere l’accoglienza turistica? Ai posteri l’ardua sentenza.