Allarme della UIL PA: uffici sottorganico e muesi “privatizzati”, situazione critia anche in regione Fvg

 

Già salvata la Prefettura di Pordenone dalla chiusura, il sindacato chiede più personale per gli uffici pubblici. In Procura a Trieste scoperto il 40% della pianta organica del personale amministrativo. Attenzione ai Musei di Miramare e Aquileia. “Questa nuova fase di assunzioni con i concorsi, già banditi o in programma nei prossimi mesi, non risolverà il problema delle carenze di organico nelle Pubbliche Amministrazioni. Consentirà solo di bilanciare le ulteriori uscite di personale che si registreranno nei prossimi mesi, anche in Friuli Venezia Giulia. Il personale degli uffici pubblici è allo stremo per i carichi di lavoro, al punto che si sta perfino ammalando”.

Lo ha evidenziato Lorenzo Schiavini, nel corso del Congresso della UIL PA del Friuli Venezia Giulia tenutosi oggi nella sala Fabricci della UIL di Trieste, che lo ha confermato per il secondo mandato nell’incarico di Segretario regionale, nonché provinciale di Trieste e Gorizia. L’incontro con i delegati è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione dei dipendenti pubblici in Regione.

Esempio emblematico della difficile situazione è quello della Procura di Trieste dove “c’è una scopertura di personale amministrativo pari al 40%. I dipendenti in servizio sono allo stremo. Tre persone si sono addirittura licenziate, non a sei mesi ma a diversi anni dalla pensione. Lo stress, legato ai rischi oltre che al carico di lavoro, sta facendo ammalare i dipendenti. Nel giro di 20 anni, negli uffici della Procura del capoluogo giuliano si è dimezzato il numero degli amministrativi in servizio mentre è raddoppiato quello dei magistrati con conseguente aumento del carico di lavoro”. Ma se la situazione fotografata in Procura a Trieste (dove sono arrivati appena 2 dei nuovi 800 dipendenti assunti con il recente concorso) è eclatante, le altre amministrazioni pubbliche a livello regionale scontano problemi analoghi. “Come sindacato sollecitiamo la necessità di assumere nuovo personale dopo un blocco del turn-over e dei contratti durato 10 anni”, aggiunge Schiavini. “Lo si è giustificato per abbassare il debito pubblico, ma in questi anni di blocco dei contratti è comunque triplicato. E’ la prova provata che il debito non è fatto dagli stipendi degli statali”.

Riappropriatosi della contrattazione, con i nuovi CCNL appena sottoscritti per i quattro comparti del pubblico impiego, continua a tenere alta la guardia sulle situazioni critiche.

“Siamo riusciti a evitare la chiusura della Prefettura di Pordenone che, avrebbe comportato anche la perdita del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e ridotto il numero di poliziotti in Questura, con ricadute sulla sicurezza del territorio”, rivendica Schiavini con il rammarico che in questi anni “la politica non sia riuscita a mantenere la prima fascia dirigenziale negli uffici pubblici di una Regione a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia”. “L’abbiamo persa in tutte le pubbliche amministrazione. Nell’Inail, nell’Inps, nell’Ufficio scolastico. Il che significa che per qualsiasi decisione di investimento o di organizzazione serve un via libera a livello Triveneto, se non romano, con tempi che inevitabilmente raddoppiano”.

Tra i punti su cui la UIL PA anche in Friuli Venezia Giulia manterrà alta la guardia anche per il futuro è quello delle riforme a costo zero come la riforma Franceschini, con l’istituzione dei Musei autonomi, come accaduto a Miramare che è stato reso autonomo, ma senza essere dotato del personale amministrativo necessario a gestire questa autonomia. “Le riforme a costo zero non esistono”, sottolinea Schiavini. Mentre recentemente il museo di Aquileia è stato ceduto alla Fondazione, privata, senza neppure avvisare i sindacati.

Nei prossimi mesi la UIL PA, primo sindacato nell’Inps in Fvg, sarà impegnata anche nel rinnovo delle Rsu, con l’obiettivo dichiarato di avere una rappresentanza in ogni ente pubblico.