Nuovo allarme a Fukushima, livello record di radiazioni nel reattore, letali anche dopo una breve esposizione

 

Nuovo allarme nucleare in Giappone, un livello record di radiazioni è stato rilevato all’interno del reattore numero 2 della centrale nucleare di Fukushima Daichi, attualmente in fase di smantellamento. Solo i robot possono entrare nel reattore dove appunto è stato rilevato un livello record di radiazioni letali per l’uomo: “livello inimmaginabile”, dicono gli esperti, Secondo la Tokyo Electric Power (Tepco), le rilevazioni hanno raggiunto i 530 sievert all’ora, una misurazione talmente alta da essere letale agli esseri umani anche dopo una breve esposizione. Tepco ha spiegato che una falla di circa un metro quadro è stata rinvenuta lungo una grata metallica sotto il contenitore a pressione del reattore, un danno probabilmente causato dal combustibile esausto rilasciato dal contenitore. La nuova misurazione è stata giudicata dagli specialisti come ‘inimmaginabile’, e supera di gran lunga il livello di 73 sieverts all’ora raggiunto precedentemente all’interno del reattore. Secondo l’Istituto giapponese di Scienze Radiologiche un’esposizione di 4 sievert ucciderebbe una persona su 2. Essere esposti a 1.000 millisieverts – che equivale a 1 sievert – potrebbe condurre a impotenza, cataratte e cecità, perdita di capelli. L’esposizione a 100 millisieverts, sempre secondo gli esperti, incrementa il rischio di cancro rendendolo quasi certo. La recente scoperta della Tepco evidenzia le difficoltà estreme in cui si muove l’operatore nel rimuovere i detriti del combustibile nucleare contenuto nelle vasche di contenimento all’interno dei reattori. La Tecpo avrebbe dovuto iniziare nelle prossime settimane i test di rilevazione con un robot comandato a distanza, ma la recente scoperta e l’attuale livello di radiazioni non consentirebbe alla macchina di operare per più di 2 ore, prima di venire distrutta dalle emissioni, come già accaduto nel 2015. Queste difficoltà, oltre a rallentare le operazioni di bonifica, contribuiscono a far lievitare i costi, raddoppiati rispetto alle stime iniziali. Si parla della cifra record di 170 miliardi di euro, 40 solo per la decontaminazione dell’area. La catastrofe di Fukushima, avvenuta l’11 marzo 2011, dopo un terremoto di magnitudo 9 e il conseguente tsunami, ha provocato la fusione dei noccioli dei reattori 1, 2 e 3, il peggior incidente nucleare dopo quello di Chernobyl, in Ucraina, del 1986. Ancora oggi, non si conoscono le reali condizioni del combustibile esausto localizzato fuori dalla struttura di contenimento primaria del reattore, per via dell’alto livello di radiazioni presenti. Dal 2011 ad oggi solo il 13% degli abitanti di cinque villaggi della zona sono tornati nelle loro case.

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