All’armi, all’armi, siam… Crescono gli affari in grigioverde. Fincantieri si lancia sul mercato dei droni navali

Difficile dire con certezza se l’inversione delle priorità economico-sociali in atto sono state sapientemente pilotate o sono la conseguenza di eventi casuali indipendenti fra loro. Di certo le politiche europee attuate in risposta alla crisi climatica prima e la guerra in Ucraina poi, hanno avuto come risultato l’attuale virata delle politiche di indirizzo economico che rischiano di avere conseguenze pesanti sulla vita dei cittadini. Purtroppo la volontà di andare verso il riarmo in funzione della difesa (che la storia ci racconta possa facilmente slittare verso la guerra), è diventata ben più di un indirizzo teorico. Segnali e prove di questo le possiamo registrare non solo nelle parole di certa politica ma ogni giorno anche nell’economia reale, anche quella produttiva a noi più vicina. Prendiamo come esempio l’annunciato accordo fra Fincantieri e Defcomm per il futuro, si legge in una nota “di unità navali autonome e droni di superficie”. Si tratta, si spiega, di una intesa strategica per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate destinate a missioni di sorveglianza e sicurezza in ambito marittimo attraverso droni di superficie. Logica teoricamente di difesa quindi, che come è facile intuire, potrebbe facilmente passare ad essere mezzi offensivi. Forse pochi sanno che già oggi Fincantieri, famosa per il varo di navi da crociera di cui è leader mondiale in realtà è già attiva nell’ambito militare anche con dei droni subacquei. Ma il salto di qualità arriva oggi con la sigla di un accordo strategico per accelerare lo sviluppo delle unità autonome di superficie con l’azienda Defcomm, startup italiana specializzata nelle soluzioni senza equipaggio per il settore marittimo, confermando così la volontà del Gruppo Fincantieri di dare impulso all’innovazione tecnologica militare nell’ambito delle soluzioni unmanned dual-use ad alto contenuto tecnologico. Questi droni marini sono infatti progettati per missioni di sorveglianza, intelligence e pattugliamento e si distinguono per l’elevata flessibilità di impiego, potendo operare in modalità totalmente autonoma, a guida remota e a controllo manuale, oltre che per l’elevata performance in termini di velocità. Nel dettaglio, l’intesa si focalizza in un accordo di co-investimento per accelerare gli sviluppi e l’industrializzazione dei droni di superficie progettati da Defcomm che hanno già superato test di long run ed endurance. Sono cioè oltre il prototipo.
Questo accordo permetterà a Fincantieri, fanno sapere con orgoglio dall’azienda, di sviluppare e integrare sulle proprie Unità Navali capacità di distribuzione dei mezzi autonomi di superficie, sia per clienti nazionali che internazionali. Ancora più esplicite le dichiarazioni di Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri che, come se stesse parlano non di armi ma di prodotti qualsiasi spiega: “Questa sinergia conferma il ruolo di Fincantieri come leader nell’innovazione e motore di crescita per l’intero ecosistema industriale navale nazionale, capace di catalizzare lo sviluppo di nuove tecnologie e di anticipare le esigenze di un mercato globale competitivo e in rapida evoluzione come quello dei droni di superficie. Le collaborazioni in realtà innovative ad altissimo potenziale come Defcomm testimoniano, inoltre, la volontà del Gruppo di promuovere, anche attraverso il talento e la collaborazione con Start-up e PMI, soluzioni all’avanguardia per la trasformazione tecnologica del settore navale e per una veloce evoluzione della base industriale italiana, rafforzandone l’autonomia strategica e la sovranità tecnologica valorizzando il meglio che c’è nel nostro Paese”. Ancora più esplicito Federico Zarghetta di Defcomm, secondo cui il matrimonio con Fincantieri “ è la naturale evoluzione della continua ricerca nell’innovazione, continuo perfezionamento e adattamento alle sempre più esigenti richieste del mercato e della competizione internazionale. Come Fincantieri è leader mondiale indiscusso delle navi da crociera e militari, sono certo che Defcomm con Fincantieri potrà realizzare la sfida più alta dei prossimi anni, quella di portare in Italia nel più breve tempo possibile anche la leadership dei dell’hi-tech dei droni marini di superficie ad altissime prestazioni. Ho scelto Fincantieri perché fin da quando ero giovane ha sempre dimostrato di essere l’azienda più competitiva e capace di rappresentare costantemente l’eccellenza italiana nel mondo in questo settore di riferimento in cui ho investito la mia intera vita professionale in continua ricerca e continua comprovata innovazione. Unendo le nostre capacità complementari e le nostre forze ci posizioneremo al vertice della competizione mondiale di questo nuovo e promettente dominio”.
Insomma la via sembra tracciata, la corsa al riamo vedrà protagonista l’industria nazionale e vedrà, con ogni probabilità, la riconversione o il rafforzamento al grigioverde di aziende in cerca di nuovi mercati e prodotti. Vale la pena ricordare quanto diceva inascoltato sul tema Papa Francesco quando denunciava i troppi focolai di violenza sparsi per il mondo: “solo fermando la corsa agli armamenti potremo scongiurare l’autodistruzione dell’umanità. La pace dev’essere la priorità di tutti e tutte, se vogliamo sopravvivere e prosperare su questo pianeta. Ma sino a quando cresceranno disuguaglianze, miseria ed esclusione sociale, sino a quando a troppi verrà negato il diritto a una vita dignitosa, alla casa, al lavoro, all’istruzione, alla salute, le guerre saranno l’unica prospettiva”.