Alleanza Cooperative: blocco licenziamenti giustificato solo da situazione di emergenza

“L’emergenza attuale va affrontata recuperando quello spirito di unitarietà che caratterizzò la definizione degli accordi in materia di sicurezza sul lavoro. Noi siamo per un atteggiamento collaborativo, per cui ci affidiamo all’operato del Governo e del Parlamento che ci debbono ascoltare e comprendere, partendo dall’assunto che in una condizione di emergenza i problemi possono essere affrontati con soluzioni e rimedi di carattere emergenziale, senza che questo possa portare poi nessun attore sociale a rivendicare l’applicazione delle stesse modalità e delle stesse misure in condizioni di normalità. Il Governo deve essere garante di questo approccio, nella consapevolezza che con la fine del periodo di emergenza ei graduale ritorno alla normalità ognuna delle parti rientrerà nel pieno esercizio delle proprie funzioni, compresi il diritto allo sciopero e l’utilizzo dell’istituto del licenziamento”.

Lo ha detto il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti, intervenendo, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, al tavolo di confronto sulle misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori per fronteggiare l’emergenza Covid.

Riguardo ai temi dell’incontro, dopo aver premesso che “il licenziamento non è nelle corde di un’organizzazione come la nostra che ha sovente nel lavoratore anche la figura del socio, quindi del proprietario”, Lusetti ha sottolineato che “in una fase di emergenza, in linea di principio il blocco dei licenziamenti si giustifica solo con la grave situazione di carattere straordinario che stiamo attraversando: la declinazione del blocco agganciata agli ammortizzatori COVID può avere un senso, ma va specificata bene. Se, da un lato, la cassa integrazione si fa parzialmente carico del reddito del lavoratore, dall’altro rimangono dei costi in capo al datore che non sono considerati e sostenuti. Chiediamo che vengano presi in considerazione con misure ad hoc che possano alleggerire le imprese, ad esempio con un’estensione del bonus Sud a tutte le imprese che utilizzano ammortizzatori sociali”.

Il Presidente dell’Alleanza ha inoltre richiamato l’attenzione del governo sulla necessità di attivare nuovi e più efficaci strumenti di politiche attive. “Pensiamo perciò -ha concluso- che in aggiunta a quanto previsto dal fondo nuove competenze sia utile immaginare anche altre forme di intervento in grado di intercettare anche il fabbisogno di formazione e riqualificazione professionale, ponendo al centro, non da ultimo, il ruolo dei fondi interprofessionali che dovrebbero essere potenziati”.