Alluvione Fvg, aperto bando Ue da 500mila euro per piccole e medie imprese danneggiate

Questa settimana è stato aperto un bando rivolto alle imprese, alle cooperative e ai consorzi di Udine e Pordenone che hanno subito danni a causa dell’alluvione di fine ottobre. La nuova linea di finanziamento è stata individuata attraverso il portale “Bandi e finanziamenti”, voluto di recente dalla parlamentare europea Pd Isabella De Monte per facilitare l’accesso ai contributi Ue da parte di enti pubblici, realtà produttive e professionali del Friuli Venezia Giulia. I beneficiari dei contributi in questione sono le realtà che rientrano nella definizione di micro, piccola e media impresa secondo la normativa comunitaria, iscritte al Registro delle imprese della Cciaa di Pordenone-Udine, che potranno presentare domanda fino al 31 gennaio 2019. Le risorse disponibili ammontano a 532mila euro. Sono ammesse tutte le spese connesse allo svolgimento dell'attività di impresa; il recupero dei macchinari e delle attrezzature; l’acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti danneggiati o distrutti e non più utilizzabili a seguito dell’evento calamitoso. Tra le spese ammesse sono compresi inoltre i costi di trasporto, montaggio, smontaggio, nonché le spese di pulizia del sito produttivo e per la rimozione e lo smaltimento dei detriti. Il contributo massimo che potrà esser concesso è di 20mila euro. Per ulteriori informazioni sul bando e sulla modalità di presentazione della domanda, si può trovare la modulistica sui siti web camerali di Udine e Pordenone.

Isabella De Monte rende anche noto di aver presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere una maggiore dotazione del Fondo di solidarietà in favore delle aree montane colpite da calamità naturali e per capire se vi siano altri fondi Ue cui attingere per le zone alluvionate. “Friuli e Veneto sono stati devastati a fine ottobre: auspico che da Bruxelles arrivino risposte forti e celeri” spiega De Monte aggiungendo che “il fondo di solidarietà copre operazioni di emergenza come il ripristino delle infrastrutture energetiche e idriche, delle telecomunicazioni, dei trasporti, delle strutture sanitarie e dell’istruzione: potrebbe non bastare per i danni di future intensificazioni dei fenomeni alluvionali, dovute anche al costante innalzamento delle temperature medie. Per questo credo che si debba investire di più su questo fronte”.

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