Alternanza day a Udine: crescere con la cultura del lavoro

Un percorso sperimentale importante per formare alla cultura del lavoro e affiancare alle imprese giovani studenti dei licei, le loro idee e il loro apporto creativo e innovativo. Sono stati molto soddisfacenti i risultati della sfida sull’alternanza scuola-lavoro che la Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha voluto mettere in campo specificamente per i licei, per i quali risulta naturalmente più complesso un ingresso in azienda conforme alla preparazione scolastica.

Il commento positivo è arrivato da tutte le parti in causa: dagli allievi (una settantina quelli coinvolti da 7 licei del territorio: l’Educandato Uccellis, il Percoto, i licei scientifici Copernico e Marinelli, il Liceo scientifico scienze applicate del Malignani, il Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale e il Magrini Marchetti di Gemona), dai loro insegnanti e dagli imprenditori (18 le aziende che hanno collaborato e ospitato i giovani), com’è stato confermato oggi (giovedì 18 ottobre) alla cerimonia conclusiva del progetto, in Sala Valduga della sede di Udine della Cciaa, con la consegna di attestati di merito a tutti i partecipanti.

È stato dunque un Alternanza Day speciale per ascoltare le esperienze dei ragazzi, che si sono trasformati in "portatori di innovazione" all'interno delle aziende. L’attività ha impegnato gli studenti per 90 ore, di cui 40 in azienda e le restanti di formazione sull’economia e su tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’impresa con la collaborazione di tutor esperti e dei coordinatori della Camera di Commercio. Un’esperienza importante e nuova, che ha consentito anche di raccogliere criticità «su cui potremo lavorare per superarle in una prossima edizione», ha garantito il presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo, rimarcando come l’ente camerale abbia voluto dare una connotazione innovativa alla funzione di orientamento al lavoro e alle professioni che la riforma ha affidato a tutte le Camere italiane. «È chiaro che però – ha aggiunto – un compito così complesso dovrà trovare un inquadramento più delineato ed efficace anche a livello nazionale, come accade in altri Paesi europei in cui funziona bene. Per noi è stato importante soprattutto formare i ragazzi alla cultura del lavoro e dell’impresa ed è stato molto interessante ascoltarli e capire da loro che sono disposti a intraprendere anche esperienze diverse dalla strada che vorranno poi percorrere con gli studi in futuro. Il lavoro non è fondamentale solo a livello di soddisfazione economica e professionale, ma di crescita come persone: questa è la sua funzione principale. In ciò – ha concluso il presidente – è essenziale anche il supporto delle famiglie».

Le aziende aderenti sono state: Aster Coop Società Cooperativa, Ceccarelli Group, Euro & Promos spa, Alping Italia srl, Cromo Friuli srl, Mep spa, Maddalena spa, Aussafer Due srl, Oro Caffè srl, Gazèl srl, Sei laser Converting srl, Icop spa, Catas spa, Ferriere Nord spa, Overlog srl, Udine e Gorizia Fiere Spa, Consorzio per lo sviluppo industriale del Friuli Centrale, Mavis srl, Confcommercio.

Ad assegnare gli attestati di merito è stato il consigliere camerale Fabio Passon assieme coordinatore del progetto e project manager di Friuli Future Forum Renato Quaglia, che ha sottolineato «la percezione di una comunità educante che si allarga, grazie al fatto che siamo riusciti a formare una rete collaborativa forte, tra insegnanti, istituzioni come la Camera di Commercio, imprese e soprattutto studenti. A lavorare per la loro realizzazione e la loro crescita concreta».

E i ragazzi hanno infatti ribadito che entrando nel mondo del lavoro si sono resi conto di come le competenze scolastiche siano importanti, ma non sufficienti. In azienda sono stati a stretto contatto anche con laureati e professionisti che gli hanno permesso di capire come, oltre la stretta formazione, siano necessarie competenze relazionali e conoscenze specifiche che solo la pratica quotidiana e la specializzazione possono mettere in evidenza. Dagli imprenditori è emersa una soddisfazione per la propensione dei ragazzi a mettersi in gioco. E pure dove il percorso di inserimento è stato più complesso, ascoltare idee e punti di vista giovani e insoliti è stato utile e stimolante per guardare al proprio lavoro da angolazioni e prospettive nuove.

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