Ambiente, agricoltura, comunità. Convegno oggi a Remanzacco
A Remanzacco l’acqua non è solo una risorsa: è memoria, paesaggio, comunità. Se ne parlerà venerdì 14 novembre alle ore 20.30, presso l’Auditorium “G. De Cesare”, al convegno “Coltivare il futuro: valorizzare agricoltura, natura e comunità come risorse comuni”, un appuntamento che nasce dalla volontà di restituire alla cittadinanza il lavoro svolto da scuola, giovani e amministrazione nell’ambito del Premio Wigwam “I giovani e l’acqua: premio della stampa per la consapevolezza”. Il progetto, inserito nel programma Interreg Italia-Slovenia WABIN, ha coinvolto studenti e under 25 del Friuli Venezia Giulia, della provincia di Venezia e della Slovenia, con l’obiettivo di promuovere una cultura ecologica e civica legata alla tutela della risorsa idrica e all’adattamento al cambiamento climatico.
L’evento sarà aperto dalla prof.ssa Irene Franco Fernandez e dalle studentesse Benedetta Bolzico e Angelica Bonisignore, che presenteranno il percorso svolto all’interno della scuola primaria di secondo grado di Remanzacco, introducendo il tema “La cultura del fosso”. Seguirà l’intervento “Acqua da bere, da lavorare, da vivere” curato da Rudy Gallerani, Mario Yuri e Gabriele Nadalutti, della Consulta comunale dei giovani di Remanzacco. La seconda parte della serata sarà dedicata agli agricoltori, che si trovano in prima linea nella difesa del territorio, con contributi di esperti e professionisti del settore. Stefano Zaninotti, agronomo e cofondatore di Verdemura Service e Diversity Ark, parlerà dell’importanza della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile nel contesto europeo; Pierpaolo Zanchetta, responsabile del Servizio biodiversità della Regione FVG, interverrà sugli strumenti offerti dalla regione per la tutela ambientale, mentre Raffaella Tassotti, agronoma, approfondirà il tema degli aiuti per le pratiche agricole.
L’incontro, oltre ad essere un’occasione per condividere conoscenze, esperienze e strumenti utili a sostenere il territorio (anche attraverso l’accesso a fondi europei, nazionali e regionali), coinvolge anche i coltivatori diretti, primi interlocutori nella gestione delle problematiche territoriali legate all’acqua e alla biodiversità. Al contempo stimola il comitato del Parco del Torre e del Malina e l’amministrazione comunale a proseguire il lavoro di mappatura dei fossi, strumento fondamentale per orientare le scelte future. Proprio il Parco, riconosciuto come area protetta grazie all’impegno dell’amministrazione e di cittadini sensibili, è stato al centro delle attività di ricerca e riflessione.
La scuola secondaria di primo grado ha coinvolto le classi terze in due percorsi didattici: “La vita nascosta nei fossi di Remanzacco” e “Memorie da lis aghis di Remanzâts”. Coordinati dalle docenti Irene Franco Fernandez, Maria Delpin, Paola Zandomenego e Valentina Raiz, gli studenti hanno esplorato il territorio con approccio scientifico e narrativo, indagando la biodiversità microscopica dei fossi e raccogliendo testimonianze storiche legate all’acqua e all’agricoltura locale. “I fossi, spesso trascurati, sono stati riscoperti come corridoi ecologici e serbatoi di vita invisibile, capaci di raccontare la salute ambientale del territorio. Gli studenti hanno imparato a osservare, raccogliere dati, formulare ipotesi e comunicare i risultati, trasformando il paesaggio in laboratorio a cielo aperto”, riferisce il sindaco Daniela Briz.
La partecipazione al Premio Wigwam ha rappresentato per Remanzacco un’occasione di convergenza tra amministrazione, scuola e giovani. Infatti, parallelamente, la Consulta comunale dei giovani ha avviato il progetto “REMANBIKE”, un laboratorio di cittadinanza attiva che promuove il turismo lento lungo le sponde dei torrenti, valorizzando le attività agricole e commerciali locali. Tra le proposte emerse, anche lo studio della normativa regionale sulla gestione delle acque e la ricostruzione delle politiche comunali legate all’uso consapevole delle risorse idriche.





