Ambiente in zona collinare: solite criticità nei pressi degli impianti di depurazione

Rifacendo dopo oltre un anno alcuni percorsi campestri della zona collinare allo scopo di visionare lo stato dell'ambiente, si trovano degli impianti di trattamento delle acque provenienti dalle reti fognarie degli abitati vicini, che probabilmente a causa del recente blocco di gran parte delle attività per i lockdown dovuto al corona virus, si presentano nelle stesse condizioni critiche riscontrate a suo tempo.
Sul torrente Repudio, in comune di S. Daniele del Friuli, lungo la strada per Soprapaludo,
scarica un impianto che dovrebbe trattare le acque di fogna della zona sud-est del capoluogo.  Oltre ad un consistente odore sgradevole, nelle acque scaricate dall'impianto sono presenti schiume e bolle che denotano un trattamento inadeguato o incompleto.
Il fondo del torrente è ricoperto da uno strato di fanghiglia depositata nel tempo dalle acque di scarico dell'impianto.
Passando lungo la strada campestre che da Pignano di Ragogna porta ad Aonedis, si intravede un impianto completamente coperto da vegetazione il cui scarico defluisce in un fossato attraverso una griglia grossolana che appare completamente intasata da materiale proveniente dalla  fognatura.
Dopo la griglia, nel fossato, il solito spettacolo di chiazze oleose, schiume e bolle che denotano un funzionamento inadeguato dell'impianto.
Anche il depuratore di Caporiacco di Colloredo di M.A. appare completamente ricoperto
da vegetazione.
Probabilmente tralasciando ogni operazione manutentiva dell'impianto si vuole ecologicamente restituire alla natura la sua innata attività purificatrice dell'ambiente?
Anche qui le solite schiume e bolle all'uscita.

Percorrendo la strada provinciale Osovana, in comune di  Pagnacco, in corrispondenza del
ponte sul torrente Cormor, o ancora meglio la vicina ippovia, la situazione che appare alla confluenza degli scarichi dei depuratori di Pagnacco è davvero preoccupante: acque stagnanti tutt'altro che limpide, chiazze oleose, schiume, bolle e fanghiglia e limo sul fondo.
Per fortuna che il Cormor, con le sue brevi ma consistenti piene, tende a ripulire la zona
ma spostando a valle il problema.

Anche al depuratore di Artegna si notano le solite schiume e bolle allo scarico con i soliti

limi sul fondo del canale ricettore; quelle acque,per quanto diluite, confluiscono nel rio Bosso che lambisce le prese dell'acquedotto di Molino del Bosso.
Nell'area del depuratore sono inoltre da tempo depositate macerie di calcestruzzo. 
Spettacolare è l'impianto di Magnano in Riviera con alcune vasche vuote e piene di vegetazione, ma con un bacino ricoperto da un verde tappeto di depurazione naturale.
Allo scarico però si vedono le solite schiume e bolle e il solito fondo ricoperto di fanghiglia.
Poco a valle dello scarico, si nota una grossa tubazione (oleodotto o gasdotto o acquedotto dismesso?) completamente arrugginita che in caso di rottura potrebbe creare fenomeni di
inquinamento sul rio sottostante che confluisce nel rio Bosso.