Ambiente: Scoccimarro, “accordo Noe-Arpa potenzia vigilanza territorio”. Ma chi controllerà i controllori?

Un paio di giorni fa l'agenzia stampa della Regione Fvg ha dato notizia della  firma di un protocollo d'intesa fra Regione, Comando Gruppo Tutela Ambientale del Carabinieri e Arpa: “puntiamo a migliorare sensibilmente l'efficacia dei controlli e della vigilanza in materia di tutela ambientale su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia" ha affermato l'assessore alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, dopo l'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera che getta le basi per questo nuovo accordo di collaborazione. Tutto bene quindi, ma forse no! Perché a questo punto nasce spontaneo l'annoso quesito di sempre: chi controlla i controllori? Se la risposta a questa domanda poteva stare nell'autonomia delle singole entità garanzia che almeno ci potesse essere un controllo incrociato sui dati e le metodologie di raccolta di questi, ora, con accordi che odorano di consortivismo il rischio che nessuno alla fine controlli e controllori diventa alto e che la lente di ingrandimento si opacizzi diventa reale. Intendiamoci non è in gioco la fiducia nei singoli enti, ma il fatto che principio di precauzione vorrebbe che si evitasse anche la più remota possibilità di lasciare spiragli aperti soprattutto quando in gioco c'è la salute pubblica.  Speriamo di sbagliare ovviamente, ma fiorse alla base c'è anche l'esigenza della politica di stemperare certe problematiche spinose. Ma come si è arrivati al protocollo d'intesa? "La legge regionale 12 del 2009 - ricorda Scoccimarro - contempla la possibilità di promuovere, anche in raccordo con Arpa, iniziative sinergiche di prevenzione e di controllo ambientale, attivando strumenti in grado di favorire un efficiente coordinamento delle diverse attività". "Tra queste possibilità - sottolinea l'assessore - si autorizza la Regione, sulla base appunto della stipula di un preciso protocollo, a concedere alle Amministrazioni statali finanziamenti per l'acquisto o il nolo di beni necessari all'ottimizzazione dei sistemi di controllo ambientale, per la realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione nel Friuli Venezia Giulia, nonché per le spese di gestione e di manutenzione dei beni in dotazione". E fin qui tutto bene ma da questo ad attivare una sorta di scambio di informazioni più che “ migliorare sensibilmente l'efficacia dei controlli e della vigilanza” si potrebbe paventare una sorta di spartizione del lavoro, insomma un “dove vado io non vai tu” che è l'anticamera migliore per creare zone franche. Succederà? Speriamo di no, anzi siamo sicuri di no, ma tuttavia attivare sistemi che aprono falle e come inserire un bag malefico in un software, non succede nulla finchè qualcuno non trova conveniente attivarlo.

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