E’ ancora marasma nel centrodestra sulle regionali con l’incubo della raccolta firme. Bolzonello gongola, mentre a sinistra c’è chi cerca di nuotare nelle sabbie mobili

E se Bolzonello vincesse a tavolino? Con il perdurare dello stallo nel centrodestra ben rappresentato, non solo dal fatto che non c'è ancora il nome del candidato presidente, ma che a secondo delle aree territoriali girano nomi in libertà che vuol dire che in realtà ncora non c'è la “quaglia” su nessuno. Così mentre in Friuli si parla con disarmante disinvoltura di nomi, quali Elio De Anna, Roberto Snaidero, Rodolfo Ziberna,  Ettore Romoli e Stefano Balloch, a Trieste, nel toto presidente, spuntano l’ex senatore Giulio Camber e l’ex presidente del Porto di Trieste Marina Monassi. Tutti nomi di “papabili” buttati sul tavolo come fossero fiches da tavolo verde, che rischia di essere verde dalla vergogna, buttati agli onori della cronaca sostanzialmente per riempire le colonne dei giornali locali che invece continuano a non evidenziare il dato che potrebbe diventare deflagrante, infatti quando mancano una decina di giorni al deposito delle liste e della relative 4750 firme, alcuni partiti della coalizione di centrodestra che non avevano gruppi consiliari, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Progetto Fvg e Pensionati, devono ancora cominciare la raccolta delle firme necessarie a presentare il proprio simbolo alle consultazioni. Così alla fine potrebbe accadere, non solo che Sergio Bolzonello potrebbe vedersi avvantaggiato, ma che perfino i semisconosciuti grillini potrebbero giovarsi della debacle rientrando in corsa nonostante i non brillanti risultati locali fin qui ottenuti. La raccolta delle firme infatti in presenza di “partiti” dove c'è esubero di generali ma non di soldati, potrebbe diventare missione impossibile. Del resto hanno già gettato la spugna “Potere al popolo” e LeU che è fra l'altro ulteriormente dilaniata dalle contraddizioni interne fra le tre componenti, con Sinistra Italiana e Possibile indisponibili fra l'altro ad apparentarsi in qualche modo con il Pd regionale o meglio più precisamente con Bolzonello, visto come una sorta di neurone specchio della Serracchiani. Mdp è più possibilista ma appare a sua volta divisa al suo interno fra chi, magari solo per un mero calcolo personale, spinge per provarci a portare a casa un seggio e chi invece è consapevole che un eventuale accordo con la lista “Open” di Furio Honsell sarebbe una follia. Del resto visto che non si può usare il simbolo Liberi e Uguali bloccato per l'indisponibilità delle altre componenti del cartello elettorale l'unica possibilità sarebbe 'approdo all lista dell'ex sindaco di Udine. Questo li vedrebbe perdenti per almeno due buone ragioni: La prima di coerenza politica, perchè in realtà di Honsell, Liberi e Uguali, ha detto peste chiedendo a livello cittadino, addirittura al candidato sindaco Vincenzo Martines come condizione per l'appoggio, di professare pubblicamente discontinuità dall'operato di Honsell a Udine. La seconda è che nel gioco delle preferenze l'ex sindaco di Udine si dice possa contare su alcune migliaia di preferenze personali cosa che lascerebbe al palo qualsiasi attuale candidato di Mdp. Insomma tutto farebbe pensare che per Mdp del Fvg sarebbe non conveniente mandare alle ortiche il possibile recupero futuro dell'esperienza Liberi e Uguali, per annaspare nelle sabbie mobili delle regionali nella speranza che un miracolo faccia emergere un seggio, seggio in Consiglio regionale che, fra l'altro, sarebbe di scarsa utilità politica se non per chi vi siede sopra.