Ancora profughi lasciati all’addiaccio. L’accoglienza a Udine resta una chimera

La denuncia. I volontari di “Ospiti in arrivo” segnalano la mancanza di strutture. «No serve sgomberare i sottopassi se prima non si trovano sane alternative»

Accogliere i profughi?Facile a dirsi, ostico a farsi. Ieri notte, ci segnalano i volontari della Onlus “Ospiti in arrivo”, tredici richiedenti asilo politico sono stati costretti a passare la notte all’addiaccio. Eccola, dunque, la conseguenza prevedibile del rapido sgombero del sottopasso di viale Europa Unita. Era successo l’altra notte, quando una settantina di ragazzi sono stati dirottati all’ex caserma Cavarzerani. Lì, quasi per miracolo, erano spuntati un centinaio di posti letto.
Si ma poi? Avevamo domandato ai volontari della Croce Rossa che eseguivano gli ordini della Prefettura. “Chi vivrà vedrà” ci è parso l’amaro senso della risposta.
Chissà, forse l’importante per le alte sfere era che l’azione di quella notte fosse ben illustrata dalla stampa, un “ripulisti” del tunnel con i fiocchi, lustro come uno specchio, ma lo specchio per le allodole.
La sensazione è che si continui a navigare a vista e che manchi la volontà per mettere in atto, anche assieme al Comune, soluzioni lungimiranti. La Cavarzerani non è certo la borsa di Mary Poppins e i posti letto non sono infiniti. Continui, invece, almeno 10 per notte, sono gli arrivi in città dei richiedenti asilo.
L’emergenza dell’ospitalità, dunque, com’era prevedibile è ben lungi dall’essere risolta.
Presto, si spera, sarà messa a disposizione anche l’ex caserma Friuli, nuova sede della Croce Rossa; ci saranno 200 posti letti ma anche questo dormitorio, si teme, presto non basterà. Ma sono ancora molti gli edifici di proprietà pubblica in città ad essere inutilizzati.
Il Sottopasso occupato non piace a nessuno, e non per mancanza di decoro, ma per questioni di dignità. Eppure, per le emergenza come ieri notte, alc al è alc, nuje al è nuje. E spiace sia diventato un tabù per volontà poco caritatevoli.
A denunciare il disagio dei tredici profughi di ieri sera, sono stati, come dicevamo, i volontari della Onlus “Ospiti in arrivo”, i primi, assieme alla Croce Rossa, a tendere una mano ai ragazzi che scendono spaesati dai treni, fornendo loro viveri e coperte.
«Ieri notte - raccontano - tredici ospiti sono rimasti fuori dal sistema di accoglienza nonostante le dichiarazioni risolutive che le istituzioni hanno rilasciato nell’ultima settimana. Nonostante gli annunci degli ultimi giorni, infatti, - sottolineano i volontari - la situazione è lontana dall’essere risolta. Il dormitorio temporaneo di via Marangoni, gestito dalla Caritas, ha raggiunto la sua capienza massima, così come la Cavarzerani».
Ecco che la Onlus ha fatto ciò che era giusto fare: denunciare il fatto alla Questura.
«Giunta sul posto, la Polizia ha ribadito che al momento non sono disponibili strutture per la prima accoglienza - ci spiegano - una situazione che si rivela ancora più critica per chi debba ancora completare l’iter burocratico di richiesta. Secondo la prassi seguita fino alla settimana scorsa e di nuovo a partire da ieri, in questo lasso di tempo amministrativo, che arriva fino a 10 o 15 giorni, i richiedenti asilo sono abbandonati a se stessi, assistiti - ci spiegano i volontari di Ospiti in Arrivo - soltanto dalla Caritas e da noi, nella totale assenza delle istituzioni».
La Onlus, dunque, chiede per l’ennesima volta se esiste un’alternativa al sottopasso. Inoltre, poiché non ha saputo indirizzare i 13 ragazzi e non ha idea di dove queste persone abbiano passato la notte, rinnova «con forza la denuncia verso le inadempienze di chi è più interessato al decoro urbano che alla dignità delle persone».