Appalti truccati a Verona: coinvolto l’ex senatore ed ex sindaco di Basiliano Flavio Pertoldi

Ipotizzati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e del procedimento di scelta del contraente nonché per falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, queste le presunte imputazioni mosse dalla procura della repubblica di Verona. Su questa base i militari della Guardia di Finanza del Nucleo Polizia Tributaria di Verona, nella mattinata del 27 gennaio scorso, hanno denunciato undici persone e hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare personale emesse dal GIP del Tribunale di Verona, la dottoressa Giuliana Franciosi, cinque delle quali agli arresti domiciliari e due all’obbligo di dimora – tra i quali l’ex sindaco di Basiliano e senatore Flavio Pertoldi. Secondo il castello accusatorio vi sarebbero appalti truccati per oltre un miliardo di euro nelle gare per la fornitura di gas e di energia elettrica agli enti pubblici. È questa l’ipotesi intorno alla quale vertono le indagini nell’ambito dell’operazione “Aurora”. Fra i destinatari delle notifiche professionisti e imprenditori. In contemporanea agli arresti, circa 80 Finanzieri hanno eseguito 20 perquisizioni domiciliari e locali in Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, in esecuzione di decreti emessi dalla Procura della Repubblica di Verona e firmati dal pubblico ministero Gennaro Ottaviano. EPer l’ex senatore, nonchè sindaco del Comune di Basiliano Flavio Pertoldi, 64 anni, è stato disposto l’obbligo di dimora. Pertoldi sarebbe finito nell’inchiesta in quanto consigliere del Consorzio energia Veneto e commissario in due gare d’appalto che si sono svolte nel maggio dello scorso anno. Pertoldi è un politico friulano di lungo corso, inizia la sua carriera nelle fila della Democrazia cristiana, poi il passaggio nel Ppi e nella Margherita, di cui diventa segretario regionale. Il passo successivo lo vide entrare in Parlamento, dapprima come deputato, successivamente come senatore ma questa volta in qualità di esponente del Partito democratico. Infine lascio il pd per aderire a Scelta civica, il gruppo guidato dall’ex ministro del Consiglio, Mario Monti. In particolare l’indagine riguarda l’acquisto di energia elettrica e gas da parte di oltre 1.100 Enti Pubblici, in gran parte Comuni medio-piccoli, riuniti nel Consorzio Energia Veneto (Cev, di cui Pertoldi è consigliere) con sede a Verona. Di fatto il Cev è risultato essere una scatola vuota, controllata da un gruppo imprenditoriale che si affidava a uno studio legale per realizzare bandi di gara ritagliati su misura. Dal punto di vista formale, i bandi erano regolari, tanto è vero che un ricorso presentato al TAR è stato respinto e il tribunale che ha dato ragione al Cev. Il Tar però non poteva conoscere la struttura del consorzio, scoperta dalle Fiamme Gialle, una struttura che coincideva con una holding privata, che attraverso i bandi acquistava l’energia e il gas a prezzi vantaggiosi per poi rivendere tutto agli enti pubblici traendone profitto. Sotto la lente delle fiamme gialle sono finiti tre bandi di gara, due del valore di 600 milioni di euro ciascuno per la fornitura di energia elettrica ed uno del valore di 100 milioni di euro per la fornitura di gas. Il primo bando di gara da 600 milioni era però andato deserto a causa del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, risultato poi ininfluente. Per questo è stato necessario fare un nuovo bando di gara e anche in questo caso la Guardia di Finanza ha rilevato le irregolarità presenti negli altri bandi sotto inchiesta. Le indagini hanno preso il via dai risultati di una approfondita analisi operativa svolta dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie sul particolare contesto delle forniture di energia agli enti pubblici, che hanno permesso di individuare la contiguità nei rapporti tra la Vittoria srl Holding e il Consorzio Energia Veneto, oltre alle anomalie nelle procedure di gara per la scelta dei fornitori. Le anomalie servivano alla Holding per far vincere le gare alle aziende del proprio gruppo, in particolare la Global Power. Nell’ipotesi della Procura  il Consorzio, nato per occuparsi dell’approvvigionamento di energia a favore degli enti consorziati in modo da consentire loro concrete riduzioni di spesa, è stato in realtà gestito dagli stessi imprenditori vincitori delle gare per le forniture di energia ed avrebbe comportato invece un aumento di spesa.

Potrebbero interessarti anche...