Approvato a maggioranza l’Assestamento di bilancio 2020-22 da 40 milioni di euro

Il Consiglio regionale del FVG, riunito a oltranza, ha approvato dopo una tre giorni di intenso lavoro  nella serata di giovedì 30 luglio a maggioranza (27 sì, 18 no, 1 astenuto) il disegno di legge di Assestamento di bilancio 2020-22, che stanzia complessivamente 40,4 milioni di euro. Prima del via libera definitivo sono stati accolti gli ultimi articoli della manovra contabile con l'approvazione di alcuni emendamenti riferiti essenzialmente a variazioni tabellari. Fra le modifiche introdotte, una riferita all'emergenza Covid-19 prevede che, per gli interventi già aggiudicati o in fase di aggiudicazione, le maggiori spese derivanti dagli oneri per la sicurezza conseguenti la crisi determinata dall'epidemia possano trovare copertura nelle eventuali economie contributive derivanti dall'aggiudicazione dei lavori o dalla realizzazione delle opere.  Sono anche stati accolti 24 dei 38 ordini del giorno presentati.  I tre giorni di dibattito si sono  chiusi con una ulteriore polemica sull'autorizzazione per utilizzo del personale della Regione, 40 dipendenti, per coprire i buchi di organico dei tribunali.  Tra le novità dell'ultimo giorno, 450mila euro per la tutela della minoranza slovena. Stessa cifra in tema ambientale per progetti a favore di prodotti privi di plastica. Tra le poste più ricche 6 milioni per Eyof 2023, le Olimpiadi invernali giovanili, 5 per l'agricoltura e 4 per le sanificazioni delle palestre pubbliche. Il giudizio dell'opposizione è complessivamente negativo che si è espresso nei 18 voti contrari.  Desterà ulteriori polemiche il no ribadito dalla giunta  all'ingresso di lavoratori stranieri regolari proposta dal governo, che con il decreto flussi aveva stimato per la Regione un fabbisogno di 6000 addetti da mettere sotto contratto nei settori dell'edilizia, dei trasporti e del turismo. La manodopera locale è sufficiente, sostiene l'esecutivo regionale che dimostra palesemente l'atteggiamento di chiusura verso gli stranieri che siano "clandestini" o regolari.