Archeologia: Seguendo le tracce degli antichi

 
La Società Friulana di Archeologia, per valorizzare gli studi di giovani laureati, organizza incontri presso  Torre di Porta Villalta Udine legati all’archeologia in tutti i suoi aspetti, al fine di far conoscere al pubblico argomenti poco noti, ma di notevole interesse.

- Venerdì 22 settembre 2017, ore 17.30, Chiara Zanforlini (Università degli studi di Milano), Archeologia e dieta: dalle fonti ai resti umani. Uno studio dal Predinastico all’Epoca Tarda (3900-432 a.C.).
Parlare di alimentazione nell’antico Egitto può sembrare un’operazione più semplice rispetto ad altre civiltà, dove si posseggono solo fonti letterarie e iconografiche. In Egitto, infatti, l’aridità del deserto ha permesso a numerose derrate alimentari, deposte soprattutto all’interno delle tombe, di rimanere pressoché intatte. Disponiamo, quindi, di numerose informazioni che non provengono solo dalle fonti iconografiche o letterarie. Certamente è, però, importante ricordare come tutte queste testimonianze si riferiscano alle classi più agiate e riflettano perciò le abitudini alimentari di una minoranza della popolazione. La pratica dell’imbalsamazione era parimenti riservata alle persone più ricche, ma la mummificazione naturale, legata sempre alle peculiari condizioni climatiche, ci ha permesso, con l’ausilio delle nuove tecnologie, di studiare direttamente i resti di coloro che vissero lungo le rive del Nilo; l’analisi delle ossa, denti, tessuti e capelli ci permette, però, di conoscere meglio anche le abitudini alimentari delle classi sociali medio-basse.

- Venerdì 29 settembre 2017, ore 17.30, Andrea Di Lenardo (Università Ca’ Foscari di Venezia), Israele e l'antico Egitto. Ipotesi sui contatti e i rapporti culturali e religiosi tra l'Israele di II millennio a.C. e la terra dei Faraoni.
Il relatore, nei suoi due saggi "Israeliti e Hyksos" ed "Exodus" prova a proporre una cronologia dei proto-Israeliti in relazione agli avvenimenti e ai fatti meglio documentati, storiograficamente, ma ancor più archeologicamente, delle culture limitrofe, sopra tutte l'Egitto. Ipotizza che nel mito biblico, pur in un amalgama di fonti e in una narrazione ideologica successiva all'epoca della Cattività Babilonese, si possano essere conservate tracce del rapporto con il potente vicino della terra del Nilo, in particolare per le epoche dei Patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe e per quella dell'Esodo di Mosè, che lo studioso mette in relazione, rispettivamente, con il II Periodo Intermedio della XV dinastia degli Hyksos, e con la cosiddetta eresia di el-Amarna del faraone Akhenaton. Di Lenardo ripercorre altresì, attraverso questi scambi di civiltà, la genesi e la nascita del monoteismo da un originale politeismo, passando per la fase enoteistica, che ritiene - sviluppando quella che fu già la teoria, tra gli altri, di Sigmund Freud - influenzata dall'Egitto, fino a giungere alla finale monolatria del giudaismo post-esilico.
Sabato 30 settembre 2017, Workshop sulla ricostruzione dei tessili antichi

In collaborazione con l'Associazione “LA FARA”, si è organizzato un workshop sulla ricostruzione dei tessili antichi nella giornata di Sabato 30 settembre 2017 dalle 14.30 alle 18.30. Programma:
Materiali forniti dalla docente: tessuto, filo da cucito, filo da tessitura, lana da filatura.
Materiali disponibili per la sola durata del workshop: aghi, forbici, fusi, pettine liccio, lucet.
Durata : 4 ore. Costo: 20 euro.
Argomenti ed attività:
• Introduzione teorica alla ricostruzione tessile • Introduzione all’abbigliamento altomedievale
• Introduzione teorica alla tessitura • Realizzazione campionario punti di cucito
• Prove di tessitura con pettine liccio • Prove di filatura
• Prove di realizzazione cordini con tecnica lucet.
Il workshop verrà suddiviso in due parti. Una prima teorica che permetta di inquadrare contesto storico di riferimento, reperti d’interesse e approccio metodologico applicato alle tecniche ricostruttive. La seconda parte verterà, invece, su sperimentazione pratica di alcune tecniche base di filatura, tessitura e cucito, in modo da fornire ai partecipanti un know-how di base sufficiente da consentir loro la successiva sperimentazione autonoma o l’approfondimento teorico.
Si lavorerà applicando la tecnica del piccolo gruppo e, conseguentemente, a seconda del numero di iscritti, le prove pratiche verranno alternate tra i due possibili gruppi.

- Giovedì 19 ottobre 2017, ore 17.30, Gerard Flynn (IT Sligo, Irlanda), La preparazione della birra nell'Età del Bronzo Irlandese e il grande enigma dei “Fiadh Fulachta” (presentazione in inglese con traduzione simultanea).
Se i “Fiadh Fulachta” sono considerati uno dei monumenti più enigmatici in Irlanda, questi dossi di materiali carbonizzati sono anche i siti preistorici più numerosi riscontrabili sull’isola verde.
Non si conosce la loro funzione e vi sono molte teorie a riguardo, ma nessuna di esse è riuscita a mettere d’accordo gli esperti irlandesi.
Con questa presentazione si spiegheranno brevemente che cos’è un “Fiadh Fulachta”, le caratteristiche, le funzioni, la distribuzione, la morfologia ed alcune delle teorie associate.
Quella più recente propone che siano stati utilizzati per produrre la birra. Con ciò in mente il dott. Flynn vi fornirà un'analisi approfondita del tentativo sperimentale di far fermentare la birra in uno di questi siti come al tempo dell'Età del Bronzo Irlandese.
Nel corso del pomeriggio, verranno discussi i diversi processi dell'esperimento: come il maltaggio, la fermentazione della bevanda alcolica, la costruzione del contenitore in legno che serviva a produrre la birra e, infine, si spiegherà come i “Fiadh Fulachta” erano funzionali nel processo di produzione della birra.
Se vi fermerete fino alla fine della presentazione, potrete anche averne un assaggio!

- Domenica 22 ottobre 2017: visita guidata al castello di Friesach (A), in pullman, a cura di Susanne Ruhdorfer (Alpen-Adria-Universität Klagenfurt, Austria).
Prenotarsi in Segreteria o archeofriuli@gmail.com

- Giovedì 26 ottobre 2017, ore 17.30, Federica Pantano (Università di Roma, La Sapienza), Il sistema di opere idrauliche di età romana presso la Cascata delle Marmore (TR): il caso di Ponte del Toro.
Il sistema di opere idrauliche d’età romana della Cascata delle Marmore è stato oggetto di una ricerca della relatrice a partire dallo scavo e analisi tecnica del c.d. “Ponte del Toro”: trattasi di un’imponente infrastruttura idraulica, interpretabile come la mostra monumentale di un canale scolmatore deputato allo smaltimento delle acque in eccesso dalla piana di Reate verso il distretto contermine di Interamna Nahars. Realizzato in età augustea, Ponte del Toro va a integrare le opere di bonifica e canalizzazione attuate nell’ager Reatinus da M. Curio Dentato nel III sec. a.C., cui si deve l’impianto originario della Cascata. Integrando i dati archeologici con quelli desumibili dalle foto aeree e dalla documentazione d’archivio, l’intero sistema di bonifica appare così incentrato su un canale maestro presso la località Marmore, collegato da una rete di canali minori che sfruttano altresì gli invasi naturali delle doline carsiche ivi presenti. L’intera opera era chiaramente finalizzata alla gestione di questi territori, per i quali il controllo delle acque è presupposto fondamentale all’insediamento stabile e allo sfruttamento agricolo.