Arte, inaugurata a Cordenons la mostra dedicata all’artista Mario Albanese e al suo ciclo su Pasolini

Inaugurata nel pomeriggio di sabato con grande partecipazione, al Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons, la mostra “Nell’angolo più buio dell’orto. Opere del ciclo Pasolini”: in esposizione una trentina di opere di Mario Albanese, il pittore veneto “del realismo simbolico”, scomparso nel 2012, noto per la toccante galleria di ritratti di tanti altri artisti: da Zigaina a Zanzotto, da Tomizza a Bartolini, e poi De Chirico, Alfonso Gatto, Giovanni Comisso … A Cordenons il pubblico trova in mostra i dipinti del ciclo che Albanese ha dedicato a Pier Paolo Pasolini, fra “aperture al sacro e drammi esistenziali”. È nel corso degli anni ’90 che Albanese, rileggendo Pasolini e riflettendo sulla sua vicenda di uomo e di intellettuale, completa un ciclo di quadri che sono certamente tra i più importanti della sua vicenda. Come il “Poeta assassinato”, figura enigmatica e funebre, «ma – spiega ancora Pauletto - come appagata in un accenno di sorriso, emergente dalla strana nitidezza di un sogno, da un irraggiungibile aldilà; e poi nell’Enigma della luce, un Pasolini con la maschera di Agamennone che interpreta, del poeta, tutta la misteriosa densità esistenziale. Così Albanese traduce, in immagini preziose e toccanti, la preziosa e toccante poesia di Pasolini». La mostra, promossa dal CICP - Centro di Iniziative Culturali di Pordenone, a cura di Giancarlo Pauletto, rientra nel programma della 27^ edizione del Festival internazionale di Musica Sacra promosso da Presenza e Cultura. Arte e musica per esprimere una speranza resiliente, alla quale tanti artisti hanno saputo dare suono e immagine. Visite con ingresso libero lunedì-mercoledì-venerdì-sabato dalle 16 alle 19, info Associazione Media Naonis media.naonis@libero.it www.medianaonis.it

«Arte per il Festival internazionale di Musica Sacra: non come un semplice corredo alle note – ha sottolineato la presidente CICP Maria Francesca Vassallo, coordinatrice della mostra insieme a Mario Giannatiempo - ma come contrappunto di contenuto e di bellezza al tema scelto per tutta l’iniziativa. Passioni e risurrezioni nel ritmo drammatico della vita del poeta di Casarsa, come nella graffiante pittura di Anzil che sarà poi in mostra a San Vito al Tagliamento».

Fra le opere più note di Albanese spicca il Pictor optimus del 1978, ritratto di Giorgio De Chirico, così come i ritratti dedicati agli amici veneti e friulani, primo fra tutti Andrea Zanzotto. Mario Albanese (Conegliano 1933 – Vicenza 2012), comincia a dipin­gere verso i quindici anni, da autodidatta molto attento sia all’arte dei musei, come alle manifestazioni d’arte contemporanea che si svolgono nelle città venete, soprattutto naturalmente a Venezia. La sua pittura, dopo un inizio in area surrealista e dopo aver costeg­giato espressionismo ed informale, trova la sua strada maestra in una sorta di realismo simbolico che non teme di confrontarsi con l’arte del passato, specie con la grande tradizione veneta. Molto noti sono i suoi ritratti di artisti e letterati amici, da Zigaina a Zanzotto, da Tomizza a Bartolini, e poi De Chirico, Alfonso Gatto, Giovanni Comisso e molti altri. Ben conosciuto anche il ciclo dedicato a Pier Paolo Pasolini, che è il cuore della mostra presente. Mario Albanese ha allestito mostre personali in diverse città italiane, da Vicenza a Milano, da Treviso a Ravenna, da Padova a Roma, da Venezia a Trieste, Udine, Napoli, Conegliano, Bergamo ecc ... Molti critici e scrittori si sono occupati della sua arte, tra i quali citere­mo Giovanni Comisso, Carlo Segala, Salvatore Maugeri, Andrea Zan­zotto, Gino Nogara, Giuseppe Zigaina, Elio Bartolini, Fulvio Tomizza, Mario De Micheli, Giuliano Menato, Neri Pozza, Gianantonio Cibotto, Giovanna Grossato, Paolo Coltro.