Art nouveau e arte di strada antidoto contro il coronavirus

L'arte di strada non vuole essere solo un abbellimento ma anche un continuum nella storia dell'Arte, fatta di citazioni, di richiami o anche di suggestioni semplici e argute.
Questo è stato il pensiero che ha spinto la illustratrice che si fa chiamare " L'Arcano Senza Nome", alla realizzazione di un dipinto-murales utilizzando la serranda di uno dei chioschi presenti in Via Zanon, che non ancora decorato come gli altri presenti, conservava il suo unico colore a tinta unita.  Il soggetto rappresentato nasce dall'’idea di creare un connubio tra uno stile del passato – il Liberty – e una concezione spiccatamente contemporanea del “fare artistico” – il murale e la poesia di strada.

Prima di mettere mano al pennello l'artista segue tutto un percorso di ragionamento che si articola su due livelli- come ci spiega la stessa autrice dell'opera. La parte estetica della ricerca consiste nel trovare un’armonia tra uno stile del passato con una struttura contemporanea, ovvero instaurare un dialogo tra l’anonima struttura del chiosco, fredda e grigia, con le linee sinuose e vibranti dell’Art Nouveau che insieme creano un accostamento ossimorico risolto in un’effervescenza sui generis. Il contrasto si rispecchia anche nel richiamo ad uno stile che caratterizza parte importante dell’architettura udinese attraverso un mezzo artistico – l’arte di strada – tipico dell’epoca contemporanea.

L’aspetto emozionale consiste invece nel riproporre su grande scala le grafiche Art Nouveau – in questo caso trattasi di una copertina di Ver Sacrum, rivista basilare del movimento artistico secessionista, opera di Koloman Moser – con lo spirito di ingigantire anche il messaggio che portava questa arte: lo slancio della gioventù e la forza trainante del creare artistico. In questo senso l’opera vuole veicolare un potente messaggio di vita, rinascita e trasformazione che l’Arcano Senza Nome si augura di seminare negli animi delle persone, in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo a causa del Covid.

La poesia che compare sulla serranda centrale della porta – parte integrante del progetto – è ispirata all’immagine di Moser, alla brezza che accarezza il viso e i capelli. Suggerita dal tema del vento è anche la poesia di Mathias Pds, che ha dato impulso iniziale al coinvolgimento della città di Udine con le poesie di strada. (La sua poesia è scritta sempre con la calligrafia de L'Arcano Senza Nome  sul lato sinistro del chiosco.)

Concludiamo ricordando ai lettori dell'articolo che un negozio è un ambiente vivo. Ad abitarlo oltre ai clienti e avventori troviamo la sua titolare Patrizia Premoso, che dall'estate scorsa ha intrapreso l’avventura di aprire l’attività commerciale al suo interno, qui ha creato un negozietto ricco di personalità nel quale potrete trovare articoli da regalo e composizioni floreali scelti e confezionati con passione, anche personalizzabili secondo le esigenze del cliente. È stata subito entusiasta all’idea di decorare il proprio punto vendita con disegni e poesie che rispecchiassero il suo spirito vivace e leggero, libero come l’aria. Lei stessa, dopo aver visionato il progetto della parte frontale proposto dall’Arcano Senza Nome, ha suggerito di far proseguire il motivo decorativo anche sui lati del chiosco e aggiungere, su quello a destra, una poesia che richiamasse giocosamente l’atmosfera del negozio: da qui l’idea della stessa artista di paragonarlo, attraverso i versi, ad uno scrigno colmo di gioie e sorrisi perché – si sa – quando si dona qualcosa ciò che conta realmente è il pensiero.