Assestamento di bilancio Fvg: Liva PD, c’è timore che Regione perda occasione. Ma L’assessore Zilli la pensa diversamente

"C'è il fondato timore che la Regione stia perdendo l'occasione dell'assestamento in cui si dovrebbero almeno cominciare a impostare le contromisure alla crisi, e che la giunta Fedriga stia facendo un gioco pericoloso in cui a rimetterci saranno famiglie e imprese. Gli argomenti addotti per un assestamento senza risorse sembrano assai deboli e pretestuosi". Lo afferma il responsabile Economia del Pd Fvg Renzo Liva, commentando quanto dichiarato dall'assessore alle Finanze Barbara Zilli oggi alla commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale Fvg.
Per Liva "sembra che la prudenza sia lo schermo dietro cui si nasconde la volontà di non fare nulla. C'è da chiedersi se siamo una Regione sull'orlo del dissesto, dato che altre Regioni ordinarie stanno facendo manovre importanti e noi ci permettiamo di tener fermi quasi 100 milioni".

Secondo quanto diramato dalla agenzia regione cronache (ARC) l'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha espresso così la propria posizione nella competente Commissione consiliare, dove è iniziato l'iter di approvazione dell'Assestamento del bilancio per gli anni 2020-2022, definendola "una manovra difficile, che diviene una sorta di presa d'atto, una valorizzazione dell'esistente".  "Minori entrate e maggiore spesa: è il quadro finanziario che l'emergenza epidemiologica ha generato in Friuli Venezia Giulia, un contesto molto incerto in cui risulta difficile programmare un metodo per la messa in sicurezza degli equilibri di bilancio, soprattutto perché non vi è ancora certezza sull'entità di risorse che lo Stato destinerà alle Regioni dopo l'impatto della pandemia". "L'ammontare dell'avanzo è pari a quello dell'anno scorso e vale 98 milioni di euro - ha precisato - ma non possiamo destinarlo ad alcuna iniziativa visto il quadro emergenziale nel quale ancora ci troviamo e considerata l'incertezza nella trattativa con lo Stato che ci porta a non sapere ancora come e quando saranno ristorate le minori entrate e rifuse le spese per la sanità".  L'assessore Zilli ha quindi ricordato le disposizioni previste nel decreto Rilancio attualmente in fase di riconversione, che prevedono un fondo di 1,5 miliardi di euro, 2/3 dei quali destinati alle Regioni speciali, il fondo di 448 milioni che dovrebbe compensare i tagli dell'Irap stabiliti a livello nazionale e il fondo di 500 milioni legato alle perdite subite dal trasporto pubblico, "stanziamenti ritenuti del tutto insufficienti dalle Regioni - ha detto - cui si aggiungono le spese sanitarie sostenute in Friuli Venezia Giulia per fronteggiare l'emergenza pari a 192 milioni di euro".
"La contrazione delle entrate tributarie della Regione, unita al crollo del Pil del 13,8% genera una perdita per il Friuli Venezia Giulia stimata in circa 700 milioni di euro - ha proseguito Zilli - scenario in base al quale la Giunta, su mandato del Consiglio regionale, ha chiesto la rinegoziazione dei patti finanziari con lo Stato. Solo così saremo in grado di garantire i servizi ai cittadini che a differenza di quanto avviene nelle regioni ordinarie, noi espletiamo con i proventi delle compartecipazioni e con entrate proprie".
"Di fronte al quadro attuale - ha aggiunto Zilli - abbiamo assunto un atteggiamento di grandissima cautela nell'attuale manovra dove non ci sono movimenti che non siano a saldo zero. Visto che le risposte dal Governo tardano a arrivare, siamo costretti a proporre un assestamento tecnico senza poter destinare ulteriori risorse rispetto a quelle previste in Finanziaria a famiglie e aziende, di cui ci sarebbe necessità".
"Lo sforzo degli assessori è stato quello di razionalizzare nell'attesa di comprendere come si chiuderà la trattativa con lo Stato, non escludendo un esito che potrebbe portarci a un disavanzo che influirà sui bilanci per il prossimo triennio".
L'assessore ha quindi anticipato che nell'attuale manovra di assestamento saranno ripristinati i fondi prelevati dalle varie Direzioni regionali in accordo con gli assessori, nei primi giorni di pandemia: "Abbiamo adottato due provvedimenti normativi - ha spiegato - per una dotazione finanziaria complessiva di 59 milioni di euro, somme prese a prestito dalle Direzioni regionali che non erano al momento utilizzate e che ora saranno ripristinate seguendo le richieste giunte dai vari assessorati in relazione anche alle mutate esigenze della comunità".