Associazione noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi: è necessario superare la Delibera n.530/2024.

Restituire spazio ai fiumi. Dialogo per la tutela del fiume frame dal film di Roberto Pizzutti

L’audizione del Prof. Andrea Rinaldo in IV Commissione conferma ciò che cittadini ed esperti denunciano da tempo: i dati idrologici e climatici attuali sono inadeguati a giustificare le opere previste sul Tagliamento. Si apre così la nota stampa dell’Associazione noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi.  Pianificare interventi, prosegue la nota,  ignorando la rapidità dei cambiamenti climatici e i loro scenari futuri rappresenta un azzardo tecnico inaccettabile. Questa clamorosa assenza di basi scientifiche aggiornate, sommata alle risposte insoddisfacenti date ai 12 esperti regionali e all’opacità del processo decisionale, certifica la totale inadeguatezza del percorso politico-amministrativo seguito finora. A fronte di queste evidenze, che impongono di salvaguardare il “capitale naturale” del fiume, il gruppo “Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi” chiede un radicale cambio di metodo: è necessario fermarsi, riformulare ex novo il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) e avviare finalmente la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) finora negata..

Puntare esclusivamente a orientare il bando per il DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali) rappresenta un vicolo cieco strategico. Il DOCFAP, per sua natura, è uno strumento puramente operativo che non può contraddire o smentire gli obiettivi imposti a monte dal PGRA. Poiché la perizia del prof. Rinaldo ha di fatto demolito le basi conoscitive su cui il PGRA stesso si fonda, continuare su questo binario significherebbe cadere in un cortocircuito amministrativo. Se ci si limitasse ad aggiornare i dati climatici mantenendo l’attuale logica, il rischio concreto sarebbe quello di giustificare sbarramenti in cemento ancora più imponenti e devastanti, regredendo a un approccio superato basato sul mero innalzamento delle dighe.

Deve essere chiaro a tutti, e in particolare alle popolazioni giustamente preoccupate per la propria sicurezza: la colpa di questa ulteriore perdita di tempo ricade interamente sulla faciloneria politica e sull’imperizia tecnico-amministrativa di chi ha governato questo processo, e di chi continua a invocare una presunta “sicurezza” a prescindere da qualsiasi seria rideterminazione del rischio basata su dati completi.

Alla luce di un quadro che ignora l’innalzamento del medio mare, elude i calcoli sul trasporto solido e si fonda su dati dichiarati “non sufficientemente affidabili” dalla stessa Autorità di Bacino, il gruppo chiede ufficialmente:

L’abbandono definitivo e formale dei progetti delle grandi opere trasversali in alveo, che rappresentano un dogma politico insostenibile, revocando immediatamente le Delibere di Giunta DGR 530/2024 e 1076/2024

La riscrittura del PGRA tramite procedura di VAS, ripartendo dalle fondamenta pianificatorie per inserire obbligatoriamente la valutazione di alternative ecologiche (NBS) e di delocalizzazione selettiva.

Lo spostamento immediato delle risorse verso un piano straordinario per la manutenzione e l’adeguamento del reticolo idraulico minore nella Bassa Friulana.

La revisione della decisione di dimezzare la portata dello scolmatore Cavrato (da 2.500 a 1.200 m³/s), è inaccettabile che la Regione FVG assecondi gli interessi turistici e speculativi veneti a Bibione, scaricando l’intero rischio idraulico su Lignano e sulle comunità del Tagliamento terminale.

L’avvio immediato dell’iter per l’istituzione del Parco Fluviale del Tagliamento e di una nuova Governance per sottrarre le decisioni a logiche di potere sovraordinate e restituirle alla partecipazione democratica.

La redazione del Piano Gestione Sedimenti, obbligatoria per legge, ma ancora assente in FVG.

Il Tagliamento è un sistema vivo e complesso, non un canale di scolo in cemento, dichiara il gruppo. Solo un approccio che unisca ingegneria, ecologia e diritto ambientale può garantire una mitigazione del rischio davvero efficace per le popolazioni e la salvaguardia di un patrimonio unico al mondo che non possiamo permetterci di perdere.