Assolto Paolo De Toni: non ha dichiarato il falso nel processo al Tar contro la Danieli
Il “fatto non costituisce reato”, così il Tribunale monocratico di Trieste, nella persona della dott.ssa Luisa Pittalis, ha cocluso il processo penale che ha portato il paladino dei firmatari della petizione popolare “No acciaieria” di nuovo davanti al Giudice, questa volta penale. La vicenda è una costola del processo voluto dalla Danieli di Buttrio al TAR del FVG per accedere ai nomi degli oppositori della sua nuova acciaieria a Porto Nogaro, ora in corso di allestimento a Piombino. Allora i Giudici di Piazza Unità avevano ordinato la consegna degli elenchi dei firmatari della petizione per assecondare le preannunciate ritorsioni punitive contro i dissidenti. La decisione fu ribaltata in appello al Consiglio di Stato proprio grazie al De Toni che, insieme al Consigliere regionale Furio Honsell e a Marino Visentini di Legambiente, non accettarono quella prima sconfitta.
L’ appendice discussa oggi era sorta a seguito di una verifica disposta dall’Agenzia delle Entrate sull’istanza di patrocinio a spese dello Stato avanzata dal De Toni per resistere con l’avv. Carlo Monai di fronte ai Giudici amministrativi nel processo contro la Danieli e la Regione. Secondo il P.M., dott.ssa Maddalena Chergia, il De Toni avrebbe dichiarato falsamente un reddito per il 2022 inferiore alla soglia legale per beneficiare della difesa gratuita, e per questo ne aveva chiesto il rinvio a giudizio. La GUP, dott.ssa Salvà, il 29 maggio dello scorso anno aveva disatteso le richieste di proscioglimento dell’avv. Carlo Monai e rinviato il De Toni al dibattimento. “Con la sentenza di oggi – commenta il legale – è stata finalmente riconosciuta l’innocenza del sig.De Toni, la cui buona fede e fervente attività politica a difesa dei diritti e della libertà era stata messa in discussione da una interpretazione in malam partem del testo unico delle spese di giustizia.”




