Attivisti di Casapound aggrediscono manifestanti provenienti dal corteo antirazzista a Bari. Preoccupazione per l’annunciata manifestazione neofascista a Trieste

Vari manifestanti che hanno partecipato ieri sera a Bari al corteo antirazzista "Mai con Salvini" sono stati aggrediti e feriti dopo la manifestazione da un gruppo di militanti di Casapound. È accaduto nel quartiere Libertà poco dopo le 23. Il corteo si era concluso da poco, quando alcuni manifestanti si sono allontanati passando  nei pressi  della sede di Casapound da dove sarebbe partita l'aggressione. Gli attivisti che si stavano semplicemente allontanando per tornare nelle proprie auto e abitazioni  erano in compagnia di donne e bambini. Presente anche l'europarlamentare Eleonora Forenza. Tra i feriti c'è proprio l'assistente parlamentare dell'eurodeputata. Nell'aggressione è stato coinvolto anche Claudio Riccio, candidato alle politiche di marzo alla Camera dei deputati per Liberi e Uguali e componente di Sinistra Italiana. Gli aggressori, secondo fonti investigative, sarebbero stati almeno cinque o sei armati di mazze, tirapugni  e cinghie. Alcune vittime sono state ferite al volto e alla testa e sono state ricoverate al Policlinico di Bari e alla Mater Dei. Uno di loro sarebbe in condizioni più serie, avrebbe perso i sensi prima dell'arrivo dei soccorsi.  Il bilancio è di quattro feriti: Antonio Perillo, napoletano, assistente parlamentare dell’eurodeputata Eleonora Forenza ha riportato una ferita alla testa che ha necessitato di nove punti di sutura e 15 giorni di prognosi. A un militante di Alternativa Comunista sono stati messi altri 3 punti per un’altra ferita, sempre alla testa. Mentre la Forenza e Claudio Riccio, già candidato di Leu, non hanno riportato lesioni ma – stando a quanto hanno dichiarato – hanno ricevuto forti cinghiate. “C’erano anche altre tre ragazze che sono state colpite con cinghiate. Una è un medico che ci ha aiutato nei soccorsi non appena il mio assistente, finito a terra, ha iniziato a sanguinare”, ha aggiunto Forenza. Discordanti le versioni finora fornite: stando a quanto riferito dai manifestanti, i due feriti stavano tornando a casa quando hanno subito un vero e proprio "agguato squadrista, finendo con la testa spaccata". I militanti di Casapound, invece, sostengono di essere stati provocati e insultati e di aver reagito per questo. Gli isolati attorno alla sede del movimento di estrema destra erano presidiati dalle camionette della polizia fin dal pomeriggio, proprio per prevenire eventuali momenti di tensione.  Diverso il racconto dell'europarlamentare barese Forenza eletta con la lista L'Altra Europa con Tsipras. "Stavamo tornando dalla manifestazione quando abbiamo incontrato una donna eritrea con un passeggino spaventata perché in via Eritrea, dove c'è la sede di CasaPound, era bloccata da un gruppo di persone - spiega la deputata - spaventata perché in questo quartiere non è facile avere la pelle scura. A quel punto ci siamo allontanati e ci hanno rincorso e ci hanno aggredito con cinghie e cazzottiere: una squadraccia fascista che ci ha inseguito e picchiato, tra passeggini e bambini. Eravamo inermi abbiamo cercato di scansare i colpi. Sulla vicenda si sono levate alte le proteste di molte forze politiche. L'episodio rischia di essere prologo di quanto potrebbe succedere prossimamente a Trieste infatti è stata annunciata  una manifestazione nazionale di CasaPound Italia. Il movimento ha fatto sapere che il 3 novembre sarà in corteo a Trieste, per ricordare la fine della Grande Guerra e il sacrificio degli italiani che diedero la vita per il tricolore. Fra l'altro i capo  dello Stato, Sergio Mattarella, il giorno dopo sarà proprio a Trieste a celebrare la festa dell’Unità nazionale e delle forze armate. Subito si sono levate voci allarmate e non solo da sinistra sulla tenuta della democrazia e sul modo in cui l’iniziativa di CasaPoundi potrebbe mettere in discussione i valori fondanti della Repubblica. «Sono profondamente contrario a manifestazioni di questo tipo», ha detto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che guida una giunta di centrodestra, mentre il governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha sostenuto che «a me non preoccupa una sfilata, a me preoccupa negare dei valori e i valori che sono rappresentati da chi ha lottato per la libertà, e i diritti sono valori fondamentali e quindi ho tenuto a ribadirli anche ieri perché è stato uno sfregio, una vergogna quanto avvenuto con l’annuncio delle leggi razziali». Non un diniego ma almeno una presa di distanza. A lanciare un allarme più deciso è stato invece il segretario regionale di Sinistra Italiana Marco Duriavic: "Ancora una volta si è compiuto un atto di violenza gratuita che non ha nulla di politico. Si tratta infatti di una organizzazione (Casapound)  neofascista e pericolosa che nega i valori democratici e costituzionali della nostra Repubblica. Per questo motivo chiediamo che, alle dichiarazioni del Sindaco di Trieste Di Piazza e del Presidente della Regione Fedriga, seguano subito i fatti: si vieti in tutti i modi la manifestazione nazionale che Casapound vorrebbe fare prossimamente a Trieste. Non è più possibile infatti minimizzare e immaginare che queste siano normali forze politiche che operano nei limiti di legge. Nella vita democratica della nostra Repubblica non vi può essere spazio infatti per determinati atteggiamenti. Dobbiamo ricordare inoltre che la nostra Costituzione vieta la riorganizzazione del partito nazionale fascista sotto ogni forma. Per questo motivo organizzazioni come Casapound e Forza Nuova, che dichiaratamente si richiamano a principi fascisti, devono essere immediatamente sciolte. Di questo chiederemo conto anche al Ministro Salvini tramite i nostri rappresentanti presenti in Parlamento".

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