AUSTRIA, VOTO PRESIDENZIALE: TRE VERDETTI RIVOLUZIONARI

Tre verdetti rivoluzionari dal voto presidenziale in Austria: spazzati via i due partiti (socialisti e democristiani) che hanno retto il Paese dalla fine della guerra, tanto che sono stati esclusi dal ballottaggio. Spaccatura territoriale col Nord (capitale Vienna) meno oltranzista e il Sud (Carinzia e Stiria) xenofobo. E primo capo dello Stato ecologista (Alexander Van der Bellen) da quando esiste l'Ue.
Nella stessa domenica del referendum in Italia sul progetto di revisione costituzionale proposto dal Governo Renzi, dal di là delle Alpi è arrivato un sospiro di sollievo per Bruxelles : infatti, nonostante l'attenuazione in extremis dei toni, la paura ha frenato il Fpo, il partito nazionalista, xenofobo e anti-Ue degli eredi di Haider.
Perciò non raggiunge la massima carica Norbert Hofer, spalleggiato da Heinz-Christian Strache, leader dello schieramento: confermato infatti di misura l'esito del primo ballottaggio in maggio, vinto per soli 31 mila voti dal candidato ecologista Alexander Van der Bellen e poi annullato perchè la colla difettosa faceva aprire le schede inviate per posta,
Per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica c'è stata (come in Spagna) la campagna elettorale più lunga della storia dei voti in Europa: tre ricorsi alle urne in un anno
Come si è accennato all'inizio, Hofer si è reso protagonista (ma per fortuna attenuate in vista del voto) di tre 'trombonate'allla Trump: avrebbe voluto indire un referendum per copiare la brexit, cioé per far uscire anche l'Austria dall'Ue, chiesto di reintrodurre la pena di morte per i reati più gravi e tentato di annettere l'Alto Adige (che lui chiama Sud Tirol) facendo carta straccia del famoso Trattato De Gasperi-Gruber. Copia conforme di quel che ha fatto Putin con la Crimea, togliendola all'Ucraina.
Se è vero che anche a Vienna la carica di Presidente della Repubblica ha valore soltanto di rappresentanza mentre il Governo resta affidato al tandem di partiti che reggono il Paese dalla fine della guerra (Popolari e So­cialisti), ci sarà un periodo di instabilità politica data la contrapposizione di linea tra Esecutivo e Capo dello Stato. L'ecologista è troppo a Sinistra rispetto al Governo così come Hofer lo sarebbe stato troppo a Destra.
I sondaggi dicono che la maggioranza degli austriaci è europeista, ma resta un altro rischio che si può riproporre nei prossimi mesi: gran parte dei cittadini è nettamente contraria a una maggiore integrazione dei migranti. A meno che non si trovi un difficile compromesso (come quello di riportare al livello nazionale una serie di funzioni oggi svolte da Bruxelles) potrebbe essere proprio l'opinione pubblica a proporre quel referendum che adesso compare soltanto nei proclami falliti di Hofer.

AUGUSTO DELL’ANGELO
Augusto.dell@alice.it