Banchieri “nullatenenti” allarme dei consumatori

Continua il parallelismo tra quanto sta succedendo alle due Popolari venete, dopo che entrambe sono finite in un crac finanziario che è costato l’intero capitale investito a decine di migliaia di investitori, piccoli e grandi.
Dopo l’azzeramento o quasi del capitale sociale, adesso il management pensa a salvare il salvabile. Coloro che fino a pochi mesi  fa gestivano (male) le sorti dei due istituti bancari, oggi si trovano con l’acqua alla gola; dopo aver “faticosamente” raggranellato un sostanzioso gruzzolo, la loro unica preoccupazione attuale è quella di non perderlo. È scattata, infatti, la corsa a trasferire i loro beni intestandoli a familiari fidati e prestanome prezzolati, al fine di diventare ufficialmente nullatenenti. Clamoroso il caso del presidente della Banca di Vicenza, Gianni Zonin, che il 15 gennaio ha ceduto al figlio Michele gli immobili di sua proprietà, al solo fine di sottrarli ad un inevitabile esproprio. Secondo Federcontribuenti, le tre abitazioni “donate” al figlio hanno un valore non inferiore ai 10 milioni di euro. La segnalazione dell’associazione è stata fatta alla procura di Vicenza.
Oggi  la notizia di ulteriori sviluppi, da parte del Movimento difesa del cittadino del Veneto e del Fvg, il quale ha informato le Procure della Repubblica chiedendo «Il sequestro dei beni e la revoca delle vendite fittizie per sottrarre i patrimoni». Il responsabile Fvg del movimento, Raimondo Englaro: «È evidente che il tentativo di liberarsi dei propri patrimoni rappresenta una attività illecita commessa in maniera consapevole». Da qui l’invito a tutti i risparmiatori friulani, titolari di azioni delle due Banche Popolari «A chiedere informazioni sulla efficacia di una azione collettiva risarcitoria che l’associazione ha predisposto nei confronti dei responsabili di tali azioni truffaldini».
Englaro denuncia il tentativo di terzi di screditare l’efficacia delle azioni collettive dichiarando che non possono portare ad alcuni risultato concreto: «L’unione fa la forza – aggiunge Englaro – in questi casi evita il singolo risparmiatore o azionista di sobbarcarsi i costi di un legale. Il Movimento sostiene l’adesione alle azioni collettive risarcitorie volte a restituire ai risparmiatori quanto loro dovuto».

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