Basaldella e Brandolini arricchiscono l’Università

La cittadinanza è invitata al Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale a Palazzo Caiselli, per ammirare due opere donate. 

Un evento da non perdere per tutti i cittadini. Al Dipartimento di studi Umanistici e del Patrimonio dei Beni Culturali dell’Università di Udine, sito in Palazzo Caiselli, mercoledì 14 dicembre alle 17 si aprono le porte per un’occasione speciale: nella sala del Lampadario, in vicolo Florio 2, saranno presentate le due importanti opere di Dino Basaldella ed Ennio Brandolini donate al Dipartimento la scorsa estate, rispettivamente dalla figlia di Dino, Caterina Basaldella, e dallo stesso Brandolini, collaboratore di Dino Basaldella, scomparso nell’agosto di quest’anno. Si tratta della tempera su tavola “Cancello” di Dino Basaldella e della scultura di legno e metallo “Ettore” di Ennio Brandolini.
Interverranno Caterina Basaldella, figlia e moglie dei due artisti, Andrea Zannini, direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, Christina Conti, delegata del rettore per l’uso e la valorizzazione degli spazi di ateneo, Alessandro Del Puppo, storico dell’arte contemporanea dell’ateneo di Udine e coordinatore della Commissione del patrimonio artistico Uniud, che illustrerà le opere.
«Le donazioni – spiega Caterina Basaldella – sono il coronamento di una lunga collaborazione con l’Università di Udine e il riconoscimento sia del lavoro svolto in questi anni dai ricercatori del Dipartimento per la diffusione e la conoscenza dell’opera di Dino Basaldella, sia del loro lavoro di ricerca nel territorio».
La collaborazione con la signora Basaldella «risale – ricorda Alessandro Del Puppo – a oltre dieci anni fa, in occasione della mostra “Scultura in Friuli Venezia Giulia. Figure del Novecento”, ed è poi proseguita in occasione della giornata di studi, e del relativo libro, edito da Forum, dedicati a Dino Basaldella nel centenario della nascita. In queste occasioni, alcuni nostri studenti della Scuola di specializzazione e del Dottorato di ricerca in Studi storico artistici e audiovisivi hanno avuto modo di studiare, in stretta collaborazione con gli eredi, le opere di Basaldella, redigerne delle schede, e contribuire così alla conoscenza del maestro friulano».
«L’acquisizione e l’esposizione delle due opere – spiega il direttore del Dium, Andrea Zannini – rientra nel progetto di riorganizzazione e valorizzazione degli spazi di tutta la nostra università e del suo patrimonio artistico. Per palazzo Caiselli, che è la sede del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, si tratta di una vocazione naturale e di una collocazione ideale. Stiamo lavorando anche a un percorso artistico guidato che consenta alla cittadinanza di visitare e godere di questo splendido palazzo e delle opere d’arte in esso contenute».
Le due opere di Dino Basaldella ed Ennio Brandolini vanno ora ad arricchire la piccola ma significativa raccolta di opere d’arte del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale che, nel corso degli anni, ha acquisito alcune opere in donazione, sia da parte di artisti che hanno esposto a palazzo Caiselli, sia da privati. «In un Dipartimento dove si studia storia dell’arte – sottolinea Alessandro Del Puppo – la presenza di manufatti artistici è indispensabile. Non si tratta, infatti, di decorazione o ornamento degli spazi pubblici, quanto di una presenza reale e tangibile, che contribuisce ad avvicinare gli studenti, ma anche tutto il pubblico che frequenta palazzo Caiselli, all’arte, e in particolare modo alla produzione artistica degli artisti friulani, di cui la collezione di palazzo Caiselli è ormai testimonianza importante».

Le opere

Cancello, 1969, di Dino Basaldella (Udine, 1909 – 1977) è una tempera su tavola di 2 metri e 20 per 190. Si tratta del bozzetto a tempera in scala 1:1, con poche differenze rispetto al risultato finale, del cancello in ferro saldato commissionato per lo stabilimento Morgante di Romans d’Isonzo, progettata dall’architetto Ermes Midena. Dino Basaldella delinea il cancello con dovizia di particolari, prestando attenzione alla resa degli effetti chiaroscurali del metallo, che risaltano sul colore ocra dello sfondo.
Il cancello di Romans presenta una struttura leggera a traforo, composta da forme allungate a elle e a stampella, come altri che l’artista realizza all’inizio degli anni Settanta, conservati in edifici privati in Friuli e altrove, fra cui si annoverano anche dei pannelli bronzei, come quello presente nella Banca Nazionale del Lavoro a Milano.

Ettore, 2015, di Ennio Brandolini (Udine, 1948 – 2016) è una imponente scultura di 2 metri e 17, in legno dipinto, metallo e vetro. Artista assai schivo, Brandolini coltivò l’estro creativo nella sfera esclusivamente privata. Presentò la sua prima personale solamente nel 2016 Udine, dove espose anche l’Ettore.
In questa scultura antropomorfa Brandolini rielabora in chiave personale la figura dell’eroe omerico, attraverso una scultura polimaterica in legno dipinto, le cui superfici appaiono attentamente levigate, con integrazioni in metallo, di cui sono fatte le due corna ricurve della testa, che ricorda vagamente la forma di un elmo primitivo, e le biglie di vetro colorato in luogo degli occhi.

 

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