Bimbo investito a Gemona: continua la caccia al pirata della strada. Molti dubbi sulla dinamica dell’incidente

Sembra essere stato inghiottito nell'oblio il veicolo, forse un suv scuro, guidato da una donna che ha travolto il bimbo di Osoppo a Gemona il giorno di Natale. E' insomma ancora caccia al pirata della strada, ma purtroppo l'esperienza ci dice che se non si individua il veicolo nelle prime 48 ore la possibità di individuarlo diventa sempre meno facile. Di fatto infatti gli inquirenti hanno ben pochi elementi, perfino la direzione dalla quale sarebbe arrivata l'auto investitrice è incerta. La valutazione sulla direzione è stata infatti fatta considerando la presunzione di dinamica secondo cui, dato che  il piccolo è stato ferito al femore sinistro, sarebbe stato sbalzato sull'altro lato della carreggiata rispetto al locale dal quale era uscito. La conseguenza è logica, ma non del tutto certa senza testimoni oculari. Si pensa che il veicolo provenisse da nord e andasse in direzione Udine, ma in realtà è una tesi che ha la sua validità solo se accertato il punto dell'impatto, insomma il punto in cui il bambino si trovava effettivamente nel momento dell'impatto.  In realtà il bimbo avrebbe potuto aver attraversato l'intera carreggiata ed essere stato travolto dove è stato trovato ferito. Niente volo da una carreggiata all'altra insomma che probabilmente non gli avrebbe lasciato scampo.
Al vaglio oltre alle testimonianze, che riguardano però solo i concitati momenti dei soccorsi e non l'urto, anche le telecamere della zona che avrebbero potuto inquadrare l'auto di passaggio. Il comportamento del pirata o della pirata della strada, appare ingiustificabile in assoluto ed alla luce dei dubbi sulla dinamica, anche incomprensibile,  in quando, valutazioni sulla velocità a parte, se il bambino sfuggito dalle mani del parente, aveva invece attraversato  la carreggiata di marcia, le responsabilità dell'automobilista potevano essere meno pesanti, ovviamente se si fosse fermato. L'omissione di soccorso infatti rende la vicenda chiarissima, qualunque sia stata la dinamica il fuggire ha reso colpevole senza alcuna giustificazione la persona alla guida. Anche non fosse stata colpa o tutta colpa sua non avere prestato soccorso è un reato gravissimo oltre ad essere umanamente un azione odiosa. L'unica buona notizia nella vicenda arriva oggi dall'ospedale di Udine, dove, con tutta la prudenza del caso, è trapelato il fatto che il bimbo non sarebbe più in pericolo di vita.