Cafc respinge le accuse e spiega che dal depuratore di Lignano escono solo “chiare fresche dolci acque”

Secondo Cafc (la società pubblica controllata da 123 Amministrazioni Comunali, da 3 U.T.I. e dalla Provincia di Udine che lo gestisce) dal depuratore di Lignano in laguna di Marano immesse solo"chiare fresche dolci acque". Dubitiamo però che vedendole  Petrarca le avrebbe accostate alla sua bella Laura. Introduzione poetica a parte, meglio parlare al massimo della prosecuzione di telenovela sul depuratore, sugli sversamenti fantasma e sulle capacità effettive di restituire acque al mare senza uccidere tutto ciò che vi abita. Dopo la conferenza stampa del consigliere regionale pentastellato Cristian Sergo, che faceva seguito alla discussione di una sua interrogazione all'assessore regionale all'ambiente, una risposta piccata è infatti arrivata dalla Cafc, la società pubblica che gestisce l'impianto. Nella conferenza stampa Sergo aveva espresso la sua insoddisfazione relativamente alle risposte ottenute in sede di Commissione ambiente tornando a puntare il dito sulle criticità decisamente pesanti nel funzionamento del depuratore di Lignano e più in generale sullo stato ambientale della laguna di Marano. Secondo Sergo, che aveva mostrato alla stampa documenti e fotografie che mostravano come il sistema di gestione del depuratore fosse “disinvolto”, almeno in talune occasioni, con conseguenti rilasci di acque non sicure in laguna. Significativi anche gli sforamenti relativi, in particolare, alla presenza di escherichia coli che aggrava una situazione complessiva di degrado provocata dai canali che in laguna arrivano dalla campagna. La novità di questi giorni è una nota emessa dalla CAFC che contesta le affermazioni fatte dal Consigliere Regionale: “Necessitano di alcune precisazioni, si legge nel comunicato, in quanto contengono delle inesattezze e forniscono una errata interpretazione sul funzionamento depuratore di Lignano: "E' da dimostrare, si legge nella nota, l'asserita univocità tra la presenza dell'escherichia coli in laguna ed un presunto mal funzionamento del depuratore di Lignano La Cafc ricorda, ma nessuno in realtà aveva affermato il contrario, che a laguna “sia un bacino ricettivo dei fiumi Stella, Zona Industriale Aussa Corno, Cormor e idrografia minore”. “Il problema è quindi molto più complesso, dice Cafc, e va fatta estrema chiarezza senza inutili allarmismi per non compromettere la credibilità di città come Lignano e Grado le cui economie turistiche sono fondamentali per la nostra Regione”. “Proprio per questo, annunciano da Cafc, abbiamo commissionato un'apposito studio all'Istituto Oceanografico a Trieste per disporre di un quadro complessivo della situazione da parte di un organo terzo e super partes entrando nel merito delle cose e non sulle chiacchiere”

Chiari fresche dolci acque

Ora se quelle di Sergo, ma anche di molti ambientalisti, sono chiacchiere, non si capisce perchè Cafc senta il bisogno di incaricare “un organo terzo e super partes”. Fattore positivo che evidentemente può avere varie letture, una delle quali è relativa al venir meno dell'incrollabile fiducia nei dati fino ad oggi dati per verità assolute. Tanto che nella stessa nota Cafc sembra compiere un piccolo autogol quando dichiara: “Con riferimento al campionamento effettuato da ARPA nel mese di novembre u.s. di non conformità va detto a chiare lettere che lo stesso "non è rappresentativo" in quanto nello stesso giorno è stato fatto un ulteriore campionamento di autocontrollo da parte del laboratorio CAFC dando piena conformità”. Insomma l'Arpa che dovrebbe essere l'ente di controllo primario ha sbagliato mentre corretti sono, guarda caso, i dati svolti in regime di “autocontrollo” dalla stessa Cafc. La domanda che poniamo è quindi legittima: quante altre volte l'arpa ha sbagliato magari con analisi di conformità non conformi?  Siamo alla vecchia storia di chi controlla i controllori. Nella medesima nota si contestano anche molte affermazioni fatte dal consigliere pentastellato  Sergo relativamente al rilascio di acque dal depuratore “ lo scarico del depuratore di Lignano è risultato conforme ai limiti di legge per tutta la stagione turistica 2018 e le acque trattate dal depuratore non sono mai state rilasciate in laguna”, un mai però che viene poi contraddetto due righe sotto si ammette che nel corso delle attività di manutenzione dell'impianto “nel 2017 per due giorni, la stessa è stata precedentemente autorizzata dagli organi competenti e nel pieno rispetto delle procedure codificate dalla normativa di settore....2 giorni su 365 giorni all'anno”. In realtà dai documenti fatti vedere alla stampa da Sergo gli episodi di manutenzione con relativo rilascio di robaccia in laguna non è limitato a “due giorni su 365” mentre anche anche sulle autorizzazioni preventive vi sarebbero parecchi dubbi. Comunque siamo certi che la questione avrà strascichi ulteriori a partire dall'annunciato incarico all'Ogs di nuove analisi e campionature che per ora, a quanto si sa, risulta essere solo una dichiarazione d'intenti,  almeno spulciando il sito di Cafc dove dell'Ogs non vi è alcuna traccia.